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Vi sarò sicuramente capitato di sentir parlare di raclette e di chiedervi cos’è e come si prepara.

Con il termine “raclette” si intende un particolare tipo di formaggio svizzero tipico del Canton Vallese e per estensione una ricetta tradizionale di quell’area geografica. Molto diffuso anche nella svizzera tedesca dove è conosciuto con il termine di Bratchas, ovvero formaggio arrostito. Inoltre, questo formaggio è prodotto anche in Bretagna, nella Franca Contea in Quebec e in Australia, dove è stato introdotto dagli emigranti svizzeri.

In particolare, il raclette è un formaggio di latte vaccino a pasta salata che viene consumato dopo circa tre mesi di stagionatura. Ha una pasta semidura e filante, con occhiatura scarsa. Il sapore è delicato, ma caratteristico, e si può trovare anche nella versione affumicata oppure aromatizzata con pepe nero, vino bianco o erbe aromatiche.

Per estensione, il termine “raclette” è utilizzato anche per indicare la ricetta tradizionale con cui viene preparato e consumato questo tipo di formaggio. Il metodo tradizionale prevede che la forma di formaggio – tonda e di medie dimensioni – venga divisa a metà e poi scaldata con una piastra per consentire al formaggio di sciogliersi. Quando il formaggio comincia a sciogliersi, viene raschiato con una paletta e messo nel piatto, dove poi viene consumato con delle patate al forno o al cartoccio e con dei sottaceti tipici (cipolline e cetrioli).

Il termine “raclette”, infatti, deriva dal francese ‘racler’ che significa proprio raschiare, grattare, indicando appunto l’usanza di grattare il formaggio una volta sciolto.

Una curiosità, per concludere: nei paesi d’origine il raclette viene accompagnato con del vino bianco Fondant o delle bevande calde, poiché si dice che consumarlo con dell’acqua ostacolerebbe la digestione del formaggio.

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