Ambra Angiolini, il dramma della malattia è ancora vivo: ‘È come un tumore’, fan sconvolti

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Ambra Angiolini torna a parlare di un dramma ancora vivo e che non può essere lasciato in sordina: era come una sorta di tumore per lei.

Ci ha giurato un amore eterno per 20 anni e ancora ad oggi la sua ‘T’appartengo‘ è in cima a qualsiasi classifica, facendoci assaporare un sound tutto anni 90, a tratti nostalgico, ad altri sempre più attuale che mai: Ambra Angiolini deve molto a Non è la Rai, ma noi stessi dobbiamo molto a lei, che siamo stati in grado di cogliere tutta la bontà e la genuinità di una ragazza neppure maggiorenne con il grande sogno italiano.

Un sogno che ha saputo coltivare trasformandolo in pura realtà: Ambra oggi non è solo più una ragazza della Rai, ma un’attrice, una performer, una presentatrice e tanto altro ancora. Divina in uno degli ultimi capolavori di Ozpetek ripreso da un suo amato e famoso film, Le fate ignoranti, diventato serie tv, ad oggi presente su Netflix. Pazzesca in qualità di giudice di X-Factor, dolce e passionale come solo lei è in grado di dimostrare.

Eppure, in passato Ambra ha sofferto parecchio uno dei drammi più forti della società odierna: il peso della bulimia. Oggi è mamma della splendida Jolanda avuta con l’ex Francesco Renga al quale è profondamente legata da sentimenti di bene e profonda stima. Ma quell’Ambra di oltre 20 anni fa era una ragazzina, una sognatrice a cui sono state rivolte parole di ghiaccio. E si sa, se dette in modo sbagliato o con cognizione di causa specifica, possono distruggere nel giro di pochi secondi.

Il dramma di Ambra Angiolini si riflette sulla società odierna: così ha sofferto la propria fisicità senza accorgersene

Pensiamo ad una ragazza di neppure 18 anni, intenta a presentare, cantare, ballare e riempire di festa un’intera azienda, in questo caso la Rai. Tutti la adorano, diventa punto di riferimento per milioni di ragazzine con un sogno italiano, fin quando all’improvviso qualcuno decide di etichettarla come ‘grossa‘. Una parola che se oggi è ampiamente sdoganata, non accettata, in grado di aprire voragini di dibattiti e accettazioni, all’epoca significava solo una cosa: difetto.

Ambra non è mai stata ‘grossa‘, tantomeno eccessivamente formosa, eppure qualcuno decise di definirla tale. Come se di colpo l’unico aggettivo in grado di poterla descrivere fosse quello, dimenticandosi del talento e della spensieratezza che l’hanno sempre contraddistinta. Una società malata, che vedeva nei fisici della Carrà, Di Valeria Marini, Paola Barale, Paola Perego e tante ancora una perfezione talmente inarrivabile da scendere a patti col diavolo.

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Ambra si è aperta ai microfoni di ‘7’ (Foto Ansa) – ricette.com

Sia chiaro, nessuno di questi nomi aveva colpe, piuttosto l’unico colpevole era il canone di bellezza imposto dal piccolo e grande schermo, vero tormento di tantissime ragazze, oggi adulte, sicuramente madri, mogli o semplicemente donne. Ambra ne fu fortemente colpita e ai microfoni di 7 per il Corriere della Sera ha deciso di non restare in silenzio, lanciando un messaggio molto forte.

La bulimia ha reso il mio corpo colpevole di sentirsi diverso rispetto a quello che ero, quando ero famosa‘ afferma con estremo coraggio. Alla gente interessava solo che ritornassi magra, mentre io facevo i conti con una voragine che avevo dentro”. Quella che purtroppo ancora oggi tanti ragazzi e ragazze non hanno il coraggio di spurgare, provando a mantenere un controllo che non possiedono.

E poi ancora continua, raccontando l’esatto momento in cui iniziò anche lei ad ammalarsi: “Da piccola vidi un film in cui c’era una ragazza ad una festa in cui tutti erano benvestiti e si divertivano. Le veniva una crisi di panico: prendeva a mangiare qualsiasi cosa dal buffet, poi correva in bagno a vomitare tutto. Quella scena mi è entrata in testa e, quando ho cominciato a non stare bene l’ho copiata“.

Ambra conclude dicendo che la cura non arriva in modo immediato, piuttosto col tempo. “È come avere un tumore all’anima, non c’è cura uguale per tutti“. E in un sito di cucina come il nostro, risulta persino ingiusto non ricordarci di quanto bulimia e anoressia siano ancora i mali più grandi dei giorni nostri, malattie che necessitano di ascolto, ma soprattutto cura, presenza, comprensione e azione. E fin quando ci sarà qualcuno a cui verrà dato potere di parole dominanti, di odio, di discriminazione e intolleranza, potremo fare ben poco. A meno che le coscienze non si risveglino.

 

 

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