Come pulire i calamari alla perfezione: la guida infallibile per non sbagliare

Piatto di ceramica con calamari puliti alla perfezione, alcuni interi e altri tagliati ad anelli, conditi con olio, prezzemolo e limone su un tavolo di legno.

I calamari sono tra i protagonisti indiscussi della cucina mediterranea. Che si tratti di un croccante fritto misto, di un’elegante calamarata o di una fresca insalata di mare, la riuscita del piatto dipende da un unico, fondamentale passaggio: la pulizia del pesce.

Molti temono questo procedimento, pensando sia lungo e complicato, ma in realtà pulire i calamari freschi è un’operazione semplice che richiede solo pochi minuti e un po’ di manualità. In questa guida completa, vedremo passo dopo passo come trattare questo mollusco cefalopode per ottenere risultati professionali direttamente nella tua cucina.

Perché è importante pulire correttamente i calamari?

Un calamaro non pulito correttamente può rovinare l’esperienza del pasto. Residui di cartilagine, il becco coriaceo o la pelle non rimossa possono rendere la carne meno gradevole. Inoltre, saper maneggiare il mollusco permette di recuperare parti preziose, come la sacca del nero, perfetta per condire risotti o paste fatte in casa.

Cosa ti serve per iniziare

Prima di metterti all’opera, assicura di avere a portata di mano:

  • Un tagliere pulito.
  • Un coltellino a lama liscia ben affilato o un paio di forbici da cucina.
  • Acqua corrente fredda.
  • Calamari freschi di qualità.

Come pulire i calamari passo dopo passo

Mani di chef che separano delicatamente la testa dai tentacoli e dalle interiora del calamaro fresco su un tagliere di legno in cucina, durante il primo passaggio di pulizia.
Fase 1: Con delicatezza, tira la testa per sfilare le interiora dal mantello.
  1. Separazione della testa dal corpo

Afferra saldamente il mantello (la parte allungata) con una mano e la testa con l’altra. Tira delicatamente ma con decisione: le interiora dovrebbero sfilarsi insieme alla testa. Se incontri resistenza, aiutati con le dita all’interno della sacca per staccare i lembi di carne che trattengono il contenuto.

  1. Estrazione della penna di cartilagine

All’interno del mantello troverai una sottile lamina trasparente chiamata gladio o penna di cartilagine. Estraila con cura: è fondamentale rimuoverla tutta perché non è commestibile e risulterebbe dura dopo la cottura.

  1. Pulizia della testa e dei tentacoli

Prendi la parte della testa che hai rimosso. Taglia i tentacoli appena sotto gli occhi, scartando la parte con le interiora (facendo attenzione a non rompere la sacca del nero se intendi usarla). Al centro dei tentacoli si trova il becco (o dente): spingilo con le dita verso l’esterno per eliminarlo. Infine, rimuovi gli occhi con l’aiuto delle forbici.

  1. Rimozione della pelle e delle pinne

Passiamo ora al mantello. Per eliminare la pelle scura, pratica una piccola incisione superficiale e tirala via con le dita: verrà via come una pellicola. Se preferisci un sapore più rustico o cucini i calamari alla griglia, puoi scegliere di lasciarla, ma per fritture e umidi è meglio rimuoverla per una consistenza più tenera. In questa fase puoi decidere se staccare anche le pinne laterali o lasciarle attaccate.

  1. Lavaggio finale

Risciacqua tutto accuratamente sotto acqua corrente fredda, assicurandoti che l’interno della sacca sia perfettamente bianco e privo di residui sabbiosi o visceri.

Trucchi per calamari teneri e scenografici

Per rendere i calamari ancora più invitanti, puoi praticare dei tagli romboidali sulla superficie del mantello dopo averlo aperto a libro. In cottura, il mollusco si arriccerà creando un effetto visivo meraviglioso, tipico dell’alta ristorazione. Inoltre, se il calamaro è molto grande, queste incisioni aiuteranno a rendere la carne meno tenace.

Come conservare i calamari puliti

Se non li cucini subito, puoi conservare i calamari puliti in un contenitore ermetico in frigorifero per massimo 24 ore. In alternativa, puoi congelarli: asciugali bene con carta assorbente, chiudili negli appositi sacchetti per alimenti e consumali entro 3 mesi.

FAQ – Domande Frequenti sulla pulizia dei calamari

Si può mangiare la pelle dei calamari?

Sì, la pelle è commestibile, ma spesso viene rimossa per motivi estetici e per ottenere una consistenza più morbida. In preparazioni come la griglia, lasciarla può aggiungere una nota di sapore in più.

Cosa fare se la sacca del nero si rompe?

Niente paura! Risciacqua subito il calamaro sotto acqua corrente. Il nero macchia molto, quindi cerca di pulire tempestivamente anche il tagliere e le mani (usando magari del succo di limone).

Come riconosco un calamaro fresco?

Un calamaro fresco deve avere un profumo di mare gradevole, un colore lucido e non opaco, e la carne deve risultare soda al tatto. Gli occhi devono essere neri e brillanti, non arrossati.

Qual è la differenza tra calamari e totani?

Il calamaro ha le pinne laterali che corrono lungo quasi tutto il corpo, mentre il totano ha pinne più corte e triangolari poste all’estremità finale. In cucina, il calamaro è generalmente considerato più pregiato e tenero.