Banane

Le banane sono il frutto dell’albero del banano (Musa L.), una pianta della famiglia delle Musaceae che può arrivare a 7 metri di altezza. La banana si sviluppa in grappoli, detti anche caschi: in media una banana pesa circa 150-200 grammi, di cui l’80% è la polpa commestibile e il restante 20% è buccia. La banana può essere mangiata cotta o cruda: in cucina viene usata soprattutto per la preparazione di macedonie, mousse, frullati, gelati o dessert. Fra le ricette più famose con la banana ci sono certamente la banana flambè (banana caramellata) e la banana split. Per rendere la banana più digeribile è sufficiente affettarla e condirla con poche gocce di limone e zucchero di canna. Meglio mangiarla subito però, in quanto annerisce molto rapidamente.

Storia

Le banane sono un frutto molto antico, coltivato già nel 5000 a.C. in Nuova Guinea: secondo alcune fonti, il nome Musa, genere delle banane, deve il suo nome ad Antonio Musa, il medico dell’imperatore Augusto. Il banano è stato poi introdotto in Africa grazie agli arabi e solo nel 1516 le banane furono esportate nel sud America dai portoghesi e dagli spagnoli. Nel 1899 fu fondata la United Fruit Company, la compagnia americana che conquistò rapidamente il monopolio sulla vendita delle banane cominciando a esportarle dal Guatemala.

Proprietà

Le banane sono ricche di vitamine A, B1, B2, C, PP, E, ma anche di fosforo, ferro, zuccheri e carboidrati: sono molto nutrienti e l’elevata quantità di potassio migliora il funzionamento del sistema cardiovascolare e tiene sotto controllo a pressione sanguigna. Le fibre contenute nella banana invece aiutano ad abbassare il colesterolo, gli zuccheri regalano subito una sensazione di sazietà e, secondo un recente studio, il consumo regolare di banane può ridurre l’incidenza del cancro alle reni. Inoltre, la banana è un ottimo antiossidante che mantiene sane le ossa e migliora la vista. La banana è particolarmente indicata per l’alimentazione degli sportivi dato che allevia la fatica muscolare senza appesantire. Favorisce il buonumore grazie alla produzione di serotonina e contiene circa 65 kcal a frutto.

Varietà

Esistono diverse varietà di banane che si differenziano per la dimensione, il sapore e la struttura della polpa. I tipi di banane più note sono la banana Cavendish, la banana Musa acuminata e la banana Musa x paradisiaca. La banana Grand Nain è la varietà maggiormente commercializzata nel settore ortofrutticolo, conosciuta anche con il nome di banana Chiquita, prodotta della Chiquita Brands International. La banana Dwarf Cavendish è originaria del Vietnam e della Cina ed è di dimensioni medio-grandi, mentre la banana Gros Michel ha la buccia spessa ed è più dolce della Cavendish. Ci sono poi altri tipi di banane che non arrivano nei mercati ortofrutticoli europei, come ad esempio la banana Lacatan (che proviene dalle Filippine), di colore banane giallo-arancio, le banane Lady’s finger, che hanno la buccia sottile (in realtà ideali per le decorazioni di dolci perché non diventano marroni una volta che sono state tagliate) o la banana Roja, dalla buccia di colore rosso vivace. In Italia la varietà più diffusa è la banana nana (Musa nana), piccola e dolce che viene coltivata soprattutto in Sicilia e in Sardegna.

Prezzo

Le banane si trovano praticamente tutto l’anno in tutti i supermercati: il prezzo medio di un chilo di banane si attesta intorno a 1.70 al chilo.

Curiosità

La banana è sempre stata considerata l’alimento afrodisiaco per eccellenza: in effetti contiene anche un enzima che appartiene alla famiglia delle Bromeliaceae che aumenta la libido maschile e contrasta l’impotenza. Anticamente alla banana venivano attribuite anche proprietà contro la psoriasi. Yoshimoto Banana è anche un famoso scrittore giapponese e nella cultura cinese paragonare una persona a una banana è un segno di disprezzo. L’espressione “scivolare su una buccia di banana” rappresenta non solo uno scivolone di carattere fisico, spesso e volentieri usata nelle commedie teatrali o al cinema, ma indica anche uno scivolone di carattere figurativo, vale a dire il fare una brutta figura.