Lenticchie

La lenticchia (Lens culinaris) è una leguminosa coltivata fin dall’antichità: si tratta di una pianta erbacea annuale con steli ramificati appartenente alla famiglia delle Papilionacee. La parte commestibile è rappresentata dai frutti, piccoli baccelli che contengono due semi rotondi appiattiti e sono particolarmente ricchi di proteine e di ferro. Le lenticchie sono legumi secchi molto apprezzati in Europa anche se di fatto la produzione mondiale non è troppo elevata. Prima di essere cucinate le lenticchie con la buccia spessa devono essere tenute in ammollo: il tempo di preparazione tende a variare anche in base alla varietà, da un minimo di pochi minuti a un massimo di 40. Sono moltissime le ricette che prevedono le lenticchie come ingrediente principale come ad esempio la zuppa di lenticchie, il purè di lenticchie, la minestra o l’insalata di lenticchie. Naturalmente le lenticchie possono essere preparate come contorno insieme allo zampone o al cotechino.

Storia

Le origini delle lenticchie sono molto antiche tanto che si parla di questo legume anche nella Genesi, nell’episodio biblico di Esaù: secondo alcuni ritrovamenti la coltivazione delle lenticchie risalirebbe al 7000 a.C. nella zona della Siria e della Turchia. Le lenticchie erano regolarmente consumate sulle tavole degli antichi Greci e degli antichi Romani, ma rappresentavano uno dei cibi di base dell’alimentazione delle classi meno abbienti della popolazione. Anche durante il Medioevo le lenticchie venivano consumate con regolarità, ma soprattutto nei periodi di carestia quando il cibo scarseggiava dato che fornivano una buona quantità di proteine e vitamine rafforzando le difese immunitarie.

Proprietà

Le lenticchie vengono considerate per tradizione la carne dei poveri dato che sono particolarmente ricche di proteine e di fibre e che contengono una buona quantità di sali minerali (soprattutto magnesio e potassio) e di vitamine. Il ferro contenuto nelle proteine è decisamente superiore rispetto alla carne, anche se il suo assorbimento è ridotto dato che si tratta di proteine a scarso valore biologico. Per questo motivo le proteine dovrebbero essere consumate regolarmente con la pasta o i cereali. Le lenticchie in ogni caso andrebbero consumate con regolarità durante tutto l’anno anche perché sono particolarmente indicate per chi soffre di anemia o affaticamento fisico o mentale. Le lenticchie inoltre favoriscono il transito intestinale, sono ricche di antiossidanti e sembrano stimolare la produzione di latte nelle neomamme.

Varietà

Esistono diversi tipi di lenticchie che si differenziano in base al colore (marrone, rosa, verde) e alla grandezza. Le lenticchie italiane sono considerate le più pregiate: la lenticchia di Castelluccio di Norcia in Umbria ha ottenuto il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta) e si caratterizzano per il gusto delicato. Fra le altre varietà piuttosto rinomate vanno annoverate senza dubbio la lenticchia di Colfiorito che viene coltivata in Umbria, la lenticchia verde di Altamura un po’ più grande della lenticchia marrone, la lenticchia rossa, nota anche come lenticchia egiziana, molto diffusa in Medio Oriente. Le lenticchie di Ustica sono di colore marrone scuro, piccole e molto tenere a differenza delle lenticchie di Villalba di dimensioni piuttosto grandi.

Prezzo

Il prezzo delle lenticchie tende a variare in base alla qualità, ma possono essere acquistate durante tutto l’anno in barattolo o in confezioni. In media una confezione di lenticchie da 500 grammi costa circa 3 euro.

Curiosità

Per tradizione le lenticchie sono da sempre state associate alla prosperità e al denaro dato la loro forma ricorda proprio quella delle monete: in occasione del cenone di San Silvestro infatti si mangiano le lenticchie insieme al cotechino come simbolo di prosperità, denaro e fortuna.