Come leggere l’etichetta dell’olio di oliva: guida pratica alla scelta consapevole

Navigare tra gli scaffali del supermercato nel 2026 richiede competenza. Non tutte le bottiglie che mostrano immagini di uliveti secolari contengono un prodotto di qualità. L’etichetta dell’olio è la carta d’identità del prodotto: saperla interpretare è l’unico modo per distinguere un vero olio extravergine di oliva (EVO) da un olio di qualità inferiore o da miscele industriali. In questa guida analizziamo i punti critici per un acquisto sicuro e salutare.
La denominazione di vendita: la prima distinzione legale
Il primo elemento da cercare è la denominazione di vendita. La legge impone diciture specifiche che definiscono la categoria merceologica. Se trovi scritto semplicemente “olio di oliva”, sei di fronte a un mix di oli raffinati chimicamente e oli vergini.
Per ottenere il massimo dei benefici nutrizionali, devi cercare la dicitura: “Olio Extra Vergine di Oliva”. Questo termine garantisce che l’olio sia stato ottenuto direttamente dalle olive, esclusivamente mediante procedimenti meccanici e con un’acidità libera non superiore allo 0,8%.
L’origine delle olive: 100% italiano o miscela UE?
Uno dei parametri più importanti di Google Discover 2026 è la trasparenza sulla provenienza. L’etichetta deve obbligatoriamente indicare l’origine delle olive e il luogo di molitura.
- 100% Italiano: Indica che le olive sono state coltivate, raccolte e frante in Italia. È sinonimo di una filiera corta e controllata.
- Miscela di oli di oliva UE: Il prodotto contiene oli provenienti da diversi paesi europei (come Spagna o Grecia).
- Miscela di oli di oliva non UE: Le olive provengono da paesi extra-europei (ad esempio Tunisia o Marocco).
Controllare l’origine è fondamentale per supportare la biodiversità olivicola e assicurarsi standard produttivi rigorosi.
Campagna di raccolta e spremitura a freddo
Nel 2026, la freschezza è un parametro di qualità essenziale. L’indicazione della campagna di raccolta (es. 2025/2026) è obbligatoria se il 100% dell’olio proviene da quell’annata. Un olio “giovane” è più ricco di polifenoli e antiossidanti naturali.
Inoltre, cerca sempre la dicitura “estratto a freddo”. Questa indicazione certifica che la temperatura della pasta di olive durante la gramolazione non ha mai superato i 27°C. Questo processo termico controllato preserva le proprietà organolettiche e i profumi originali del frutto, evitando l’ossidazione precoce.
Come leggere i valori nutrizionali e la conservazione
L’etichetta fornisce informazioni preziose anche sulla conservazione dell’olio. Essendo un prodotto vivo, l’olio extravergine teme la luce, il calore e l’ossigeno. Un’azienda seria utilizza bottiglie di vetro scuro o lattine per proteggere il contenuto dai raggi UV.
Verifica sempre il Termine Minimo di Conservazione (TMC), che solitamente è fissato a 18 mesi dal confezionamento. Ricorda che, a differenza del vino, l’olio non migliora invecchiando: va consumato il più fresco possibile per godere delle sue proprietà nutraceutiche.
Certificazioni di qualità: DOP, IGP e Biologico
Per una sicurezza superiore, cerca i marchi di certificazione europei. Le sigle DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta) garantiscono che l’olio sia prodotto seguendo un disciplinare rigoroso legato a un territorio specifico.
Se l’etichetta riporta il logo della foglia europea, significa che l’olio è Biologico, ovvero prodotto senza l’uso di pesticidi sintetici o concimi chimici, garantendo un impatto ambientale ridotto e una maggiore purezza del prodotto finale.
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