Fuga dalla città: la quiete profonda e i sapori selvatici dell’Alta Irpinia

A volte bastano pochi chilometri per lasciarsi alle spalle il caos cittadino e sprofondare in una dimensione fatta di silenzi, profumi di bosco e aria frizzante. C’è un angolo nascosto, situato a circa 600 metri di altitudine nel cuore dei Monti Picentini, dove i ritmi della terra scandiscono ancora le giornate. Camminando tra maestosi alberi secolari e sentieri immersi nella macchia mediterranea, ci si ritrova a seguire lo scorrere del fiume Calore, le cui acque fresche accarezzano le sponde di un fitto bosco fino a rivelare lo spettacolo della cascata della Madonnella. In questo scenario si riscopre il piacere semplice di stendere una tovaglia sull’erba per un picnic autentico, dove i protagonisti sono i formaggi artigianali stagionati o freschi (nati da latte vaccino e di capra), salumi nostrani e conserve genuine preparate direttamente con i frutti dell’orto.
Il miracolo di una rinascita: l’abbraccio biologico di Fattoria Rosabella
Questa splendida oasi naturalistica ha una storia affascinante e porta il nome di Fattoria Rosabella. L’agriturismo a conduzione familiare si trova a solo un chilometro dal centro di Montella e si sviluppa su una superficie di circa 10 ettari, di cui la metà è interamente dedicata a un Bioparco protetto. Difficile immaginare che, prima del riscatto, questa splendida valle fosse una discarica abusiva a cielo aperto, acquistata all’asta e completamente bonificata dall’imprenditore Gilberto Soriano.
Oggi quel sogno ecologico vive grazie all’energia del figlio Oreste Soriano, che gestisce la struttura seguendo i rigidi standard dell’agricoltura biologica. Tra i castagneti destinati alla produzione della rinomata Castagna di Montella IGP, pascolano i bovini di razza Bruna Alpina, scelti sia per la produzione della carne che per il latte finissimo, lavorato nel caseificio aziendale per creare eccellenze come primo sale, scamorze e grandi caciocavalli. Una realtà completata da una fattoria didattica dove i più piccoli possono incontrare cavalli, pony, conigli, caprette e pavoni, sperimentando persino l’emozione della mungitura.
A tavola per una Comunione: il nostro racconto tra brace e tradizione
Festeggiare un evento in questo scenario significa regalare alla propria famiglia un’esperienza che unisce il calore di casa all’eccellenza culinaria a chilometro zero. Tutto è iniziato nel giardino, dove il fumo leggero della brace ci ha guidati verso il caciocavallo impiccato: un formaggio fuso lentamente e impreziosito sul momento da un olio al tartufo straordinario, realizzato con i tartufi freschi scovati all’alba dal cane Fiuto proprio nei boschetti della tenuta. Accomodati a tavola, il pranzo è entrato nel vivo seguendo le prelibatezze scritte sul cartoncino del menù. L’Antipasto della Fattoria conquista con i suoi salumi tipici, i formaggi del caseificio, una parmigiana di melanzane dal sapore antico, fagioli tenerissimi stufati con le Castagne IGP e un crostone di pane casereccio con caciocavallo filante.
I primi piatti fatti a mano sono il vero fulcro del banchetto: i Fusilli della tradizione, ruvidi e perfetti per accogliere un sugo della nonna ricco di pezzettoni di manzo e rifinito con ricotta salata di caprino, seguiti dagli Gnocchi di semola artigianali con salsiccia di maialino, zucchine dolci dell’orto e una spolverata di caciocavallo. La ricca selezione alla brace e i contorni stagionali hanno ribadito l’assoluta freschezza delle materie prime della fattoria. Ma il vero valore aggiunto di questa giornata memorabile è stata la maestria di Oreste Soriano e del suo affiatato team di giovani amici: una squadra dinamica e impeccabile che ha coordinato ogni momento della festa con una professionalità rara e un’accoglienza calorosa che ti resta nel cuore.
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