Sempre più persone aspirano a diventare sommelier, o comunque a frequentare un percorso di studi che consenta loro di riuscire ad effettuare i giusti abbinamenti tra vino e cibo.

Con il termine sommelier, infatti, si indica una particolare figura professionale operante nell’ambito della ristorazione e dell’enologia. Il sommelier è essenzialmente un esperto di vini e il suo compito principale è quello di individuare e consigliare i migliori abbinamenti con cibi e dolci e consigliarli ai propri clienti. Per riuscire a svolgere al meglio il suo lavoro di consulenza, il sommelier deve conoscere a fondo le caratteristiche delle principali tipologie di vino e le loro proprietà organolettiche.

Il termine sommelier è di origine francese e inizialmente veniva utilizzato per indicare i conducenti di animali da carico, con il passare del tempo, poi, tale termine ha finito con l’indicare l’oste, ovvero, colui che fino al secolo scorso conosceva tutti i segreti del vino.

Diventare sommelier non è semplice, poiché occorre molto studio e un aggiornamento continuo, vista la vastità della materia, che tra le altre cose è in continua evoluzione.

Per diventare un degustatore di vini professionista bisogna seguire un percorso di formazione preciso e ben delineato, diviso in tre livelli al termine dei quali si ottiene la certificazione di sommelier professionista.

Il primo livello fornisce un’infarinatura generale della materia, con nozioni basilari di degustazione e abbinamento vino-cibo. Nozioni che diventano sempre più specifiche man mano che si avanza di livello. Il sommelier deve riuscire ad individuare la differenza, ad esempio, tra i vini da abbinare ai dolci secchi o i vini da abbinare ai dolci al cucchiaio, deve saper distinguere i vini più adatti ai vari tipi di carne, come i vini da abbinare al pollame o quelli che stanno meglio sulla carne rossa, ecc.

Alla fine del percorso formativo, il sommelier dovrebbe conoscere tutte le tipologie di vini esistenti con le relative caratteristiche, ed essere in grado di compiere un’accurata analisi organolettica per riuscire ad effettuare i giusti abbinamenti con cibi e pietanze. Il sommelier deve essere anche capace di utilizzare gli “strumenti del mestiere”, come il cavatappi, il frangino, il tastevin e i termometri per bottiglie.

Tra i vari corsi da sommelier disponibili quello organizzato dalla Fisar (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori) è uno dei più completi e ben organizzati, insieme a quelli dell’Onav (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vini) e l’Ais (Associazione Italiana Sommelier) che rimane il principale punto di riferimento del settore.