Molto spesso capita di sentir parlare di “vino corposo”: che cosa significa esattamente? Una prima definizione che si può dare è quella di una bevanda in cui le sostanze del corpo sono presenti in quantità sufficienti. Volendo essere ancora più precisi, i vini corposi sono ricchi di alcool e di estratto secco, con un sapore e un colore in armonia tra loro dal punto di vista della struttura.

L’estratto secco
Come si è avuto modo di capire, l’estratto secco è un elemento fondamentale per capire se il vino è corposo meno. Si sta parlando di un parametro che può essere di due tipi: l’estratto secco totale è caratterizzato dalle sostanze non volatili del vino (ad esempio i sali, gli acidi fissi, le pectine, gli zuccheri e i polifenoli), vale a dire quelle che rimangono dopo aver riscaldato la bevanda fino a 100 gradi ed “eliminato” acqua, alcool e acido acetico. L’estratto secco netto, al contrario, contiene le sostanze non volatili al netto degli zuccheri riduttori. In base all’estratto tecnico, il vino può essere magro, debole, robusto, pesante e appunto corposo (ben strutturato ed equlibrato).

Curiosità e abbinamenti
Se si riesce ad aumentare il contenuto dei polisaccaridi (i composti chimici che fanno parte della principale categoria di carboidrati) e le mannoproteine (si ricavano dal lievito), allora si può anche migliorare quella che è la percezione organolettica del vino e allo stesso tempo si affina la sensazione di corposità e di volume in bocca. Gli abbinamenti dei vini corposi vanno valutati con la massima attenzione. Non bisogna in nessun caso abbinare i vini corposi con i crostacei e i molluschi (i vini bianchi sono più indicati), mentre sono perfetti con la cacciagione, in particolare se la bevanda è invecchiata e versata a temperatura ambiente in un calice ampio che sappia esaltarne l’aroma.

I principali vini corposi
Ma quali sono i migliori vini corposi? Gli esempi non mancano: si possono citare il Barbaresco, il Barbera del Monferrato, il Brunello di Montalcino, il Cannonau di Sardegna, il Lambrusco di Sorbara, il Montepulciano d’Abruzzo, il Savuto e il Valtellina Superiore. La gradazione alcolica è sempre molto importante e non è mai inferiore in questi casi ai dieci gradi.