Sushi, maki, sashimi, nigiri… diciamolo, la maggiorparte di noi quando va al ristorante giapponese non conosce il significato di almeno la metà delle parole riportate sul menù e il più delle volte ci ritroviamo ad ordinare delle pietanze più perché incuriositi dal nome, che perché sappiamo realmente di cosa si tratti.

Ebbene, se non volete fare la figura degli sprovveduti quando vi invitano a mangiare al giapponese, eccovi qualche dritta per capire cosa vi apprestate ad ordinare. In questo post vedremo la differenza tra tre tipi molto comuni di sushi: i maki, i nigiri e il sashimi.

Cominciamo dai maki. I maki sono i classici rotolini di sushi arrotolati nell’alga nori, quella nera per intenderci. Il termine “maki” significa proprio arrotolare e il rotolini di sushi vengono detti maki sushi. I maki, quindi, sono dei rotolini di riso con all’interno un ripieno che può essere a base di pesce, di verdura o di frittata. Il tutto è a sua volta avvolto nell’alga nori.

I nigiri sono un’altra tipologia di sushi che si differenzia dai maki per il fatto di non essere avvolti nell’alga nori, bensì il riso assume la forma di una polpetta allungata su cui poi vengono sistemate le fettine di pesce crudo. Spesso si utilizza una strisciolina di alga nori per legare il pesce al riso.

Il sashimi, infine, non è considerato un tipo di sushi vero e proprio, poiché a differenza degli altri due non prevede l’utilizzo del riso. Il sashimi, infatti, sono delle fettine di pesce crudo di vario tipo, tagliate molto sottili e servite con delle salse di accompagnamento come il wasabi e la salsa di soia. Il sashimi viene servito accompagnato con alcuni pezzi di zenzero che serve per pulire la bocca tra un tipo di sashimi e l’altro.

Le cose da sapere sull’universo del sushi sono tante, ma, questo è già un buon inizio, il resto arriverà con l’esperienza.