L’olio extravergine d’oliva è uno dei vanti dell’enogastronomia italiana, ma non è sempre semplice riconoscerlo. Ora, però, c’è uno strumento in più per agevolare questa operazione, il PIQ. Il Prodotto Interno Qualità è stato determinato dal Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (CRA) e la fondazione per le qualità italiane Symbola, in collaborazione con la Coldiretti e Unaprol (Consorzio Olivicolo Italiano). Di cosa si tratta esattamente?

Tutto è nato dalla consapevolezza che ben il 40% dell’olio italiano è qualitativamente superiore rispetto all’intera produzione nazionale: al tempo stesso, però, troppi consumatori si accontentano di acquistare un prodotto di qualità inferiore, senza approfondire la provenienza, la lavorazione e il prezzo. Il PIQ, presentato all’Expo di Milano presso il padiglione Coldiretti, sarà un valido alleato da questo punto di vista, dato che si tratta del primo database per valutare gli oli in commercio.

La qualità dell’intera filiera dell’olio viene misurata dal PIQ attraverso 102 indicatori diversi, i quali prendono in considerazione tutte le fasi produttive: in pratica, non viene trascurato nessun dettaglio, nemmeno il contenimento dei costi di consumo dell’acqua, senza dimenticare le certificazioni, la quota di olio che viene recuperato sul totale distribuito e molto altro. Anche il funzionamento è piuttosto semplice da spiegare.

Volendo fare un esempio, quando i costi dei fertilizzanti usati aumentano, le conseguenze sui margini dell’azienda vengono prontamente registrate dal PIQ, visto che i prezzi di vendita delle olive tendono a diminuire e le stesse aziende si trovano in difficoltà per quel che riguarda la qualità da offrire. L’introduzione di questo database è stata inevitabile: il nostro paese vanta infatti un quinto della produzione comunitaria di olio extravergine, ma negli ultimi tempi si è preferito sempre più importare prodotti stranieri, con un conseguente calo dei raccolti nazionali (-35%).

Il nuovo strumento servirà a rendere più trasparente la filiera, migliorando le informazioni per le istituzioni che sono incaricate di controllare la produzione. Inoltre, il Prodotto Interno Qualità sarà utile per le imprese che fanno parte del settore, visto che potranno essere molto più preparate su ogni aspetto della filiera. Lo stesso discorso vale per i consumatori, in particolare alla luce del 12,8% di utenti che hanno dichiarato di scegliere un olio qualsiasi quando va a fare la spesa.