Storia della sfincione palermitano

sfincione palermitano

Lo sfincione palermitano è uno degli street food italiani più conosciuti al mondo, in quanto caratterizzato da una deliziosa ricetta e da un costo più che abbordabile.

Ma quali sono le caratteristiche? Com’è nato? Scopriamolo subito!

Sfincione palermitano caratteristiche e luogo di nascita

Lo sfincione palermitano si presenta più spugnoso e alto rispetto a una pizza e viene insaporito con cipolla e pomodoro.

Secondo la tradizione, questa leccornia è nata a Palermo, ha un sapore e un odore inconfondibili ed è variopinto proprio come la Sicilia, dove le strade e i mercati rionali pullulano di carrettini pronti a vendere centinaia di fette al giorno

Sfincione di Bagheria

Oltre allo sfincione palermitano, esiste la variante di Bagheria, la quale si differenzia per la colorazione bianca, in quanto priva di pomodoro e insaporita con formaggio (solitamente si tratta di tuma e ricotta).

Storia e origini dello sfincione palermitano

Lo sfincione palermitano sarebbe nato nel Settecento, all’interno del monastero di San Vito, una zona geografica ubicata tra Piazza Indipendenza, il mercato del Capo e Via Cappuccini.

Le suore, con lo scopo di creare un pane più saporito e ricco in occasione delle festività, hanno combinato in modo sapiente i pochi ingredienti a loro disposizione, dando in questo modo vita a una prelibatezza sempre più apprezzata nel corso dei secoli.

Bisogna però puntualizzare che lo sfincione di San Vito era ancora sprovvisto del pomodoro.

Inoltre esso ha rappresentato uno dei pasti principali degli agricoltori, poiché capace di garantire loro le giuste energie per affrontare le giornate impegnative nei campi.

Etimologia del termine sfincione

Il termine sfincione deriva dalla parola greca spòngos, ossia spugna, proprio come la consistenza del suo morbido e soffice impasto.

Sfincione palermitano varianti

Oltre alla classica variante con cipolle e pomodoro, è possibile acquistare lo sfincione palermitano condito con origano, acciughe e caciocavallo.

Sfincione palermitato ricetta

Se si desidera preparare lo sfincione palermitano a casa propria, ecco la ricetta, basta solo armarsi di pazienza.

Ingredienti per quattro persone:

– quattro etti di farina

– 350 ml d’acqua tiepida

– cento grammi di semola rimacinata di grano duro

– dieci grammi di lievito di birra fresco

– dieci grammi di sale

– olio extra vergine d’oliva quanto basta

– tre cipolle bianche di medie dimensioni

– mezzo chilo di pomodori pelati

– una manciata d’origano essiccato

Procedimento:

1. Sciogliere il lievito di birra sbriciolato nell’acqua tiepida.

2. Mescolare i due tipi di farina, aggiungere l’acqua miscelata col lievito e impastare unendo a filo poco olio, in modo da ottenere un composto dalla consistenza liscia e omogenea.

3. Incorporare il sale e lavorare fino a farlo integrare del tutto.

4. Formare una palla, collocarla all’interno di una ciotola leggermente unta d’olio, coprire con un canovaccio pulito e far lievitare per tre ore.

5. Preparare il sugo affettando sottilmente le cipolle e facendole appassire in un ampio tegame con l’olio.

6. Far scaldare le cipolle a fiamma vivace per cinque-sei minuti, unire i pomodori pelati frullati e far cuocere, aggiungendo un bicchiere d’acqua, per circa mezz’ora.

7. Aggiustare di sale, spegnere la fiamma e tenere da parte.

8. Riprendere l’impasto, stenderlo in una placca da forno leggermente oliata, allargarlo con le dita e scoppiare eventuali bolle con l’aiuto dei polpastrelli.

9. Coprire l’impasto steso con un canovaccio e lasciar lievitare per un’altra ora.

10. Distribuire il condimento sull’impasto e farlo lievitare ancora per un’ora in un luogo privo di correnti d’aria.

11. Far cuocere lo sfincione palermitano in forno preriscaldato a 250 gradi per dieci minuti nella parte bassa del forno.

12. Continuare la cottura nella parte medio-alta del forno per altri dieci minuti.

13. Per capire se lo sfincione è pronto, inserire uno stecchino all’interno dell’impasto: se esce pulito, vuol dire che è giunto il momento di sfornarlo.