Allerta Farina di Ceci, scatta il ritiro immediato: “È cancerogeno”

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allerta farina di ceci

Nuova allerta alimentare del Ministero della Salute: un lotto di farina di ceci è stato ritirato con urgenza dagli scaffali dei supermercati italiani. Il motivo? La presenza di un potente insetticida bandito in tutta l’Unione Europea ormai dal 2020 a causa della sua elevata tossicità.

Allerta farina di ceci, tutti i dettagli del prodotto richiamato

Se hai acquistato della farina di ceci recentemente, controlla subito se la tua confezione corrisponde a questi dati identificativi:

  • Marchio: Farina di ceci “Schani Gram Flour”.
  • Confezionatore: Global Foods Trading GmbH (Biebesheim am Rhein, Germania).
  • Importatore in Italia: Savi Asian food wholesale srl.
  • Lotto coinvolto: KIE028.
  • Termine minimo di conservazione: Aprile 2027.
  • Formati: Confezioni da 1 kg e 2 kg.

Perché il Clorpirifos è così pericoloso?

L’uso di questa sostanza è rigorosamente vietato nell’UE poiché non è possibile stabilire un livello di esposizione sicuro per l’uomo. Secondo gli esperti dell’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), il Clorpirifos può avere effetti devastanti sulla salute umana:

  • Effetti genotossici e mutageni: la sostanza può avere un effetto mutageno e danneggiare il patrimonio genetico.
  • Rischio cancerogeno: la molecola è associata a un possibile rischio di sviluppo di tumori.
  • Danni neurologici nei bambini: studi epidemiologici indicano gravi rischi per lo sviluppo neurologico durante l’infanzia.

A causa di queste evidenze, il regolamento comunitario ha abbassato i Limiti Massimi di Residui (LMR) negli alimenti allo 0,01 mg/kg, rendendo di fatto illegale qualsiasi presenza rilevabile del pesticida.


Cosa fare se hai questo prodotto in casa

Il Ministero della Salute è categorico: chiunque avesse acquistato il lotto KIE028 deve assolutamente non consumare la farina.

La raccomandazione ufficiale è di riportare immediatamente le confezioni al punto vendita dove sono state acquistate per ottenere il rimborso o la sostituzione.

Sebbene il provvedimento di richiamo sia scattato già il 28 aprile scorso, il Ministero lo ha diffuso soltanto nel pomeriggio di ieri sul portale dedicato agli avvisi di sicurezza alimentare.