Rivoluzione marmellate al supermercato: cambia la legge sugli ingredienti, ma attenti al test della spesa

Una vera e propria rivoluzione è appena scattata tra gli scaffali del supermercato, e riguarda uno degli alimenti più amati dagli italiani a colazione: le marmellate e confetture. A partire da giugno 2026, le regole di produzione cambiano radicalmente a livello europeo per tutelare i consumatori. La nuova normativa impone infatti ai produttori di inserire una maggiore quantità di frutta all’interno dei vasetti.
Nello specifico, per le confetture si passa da un minimo di 350 a 450 grammi di frutta per chilo di prodotto finito, mentre per le confetture extra la soglia minima sale da 450 a ben 500 grammi. Sulla carta sembra un enorme passo avanti per la nostra salute, ma un recentissimo test di Altroconsumo ha sollevato un velo di forte scetticismo, dimostrando che più frutta non significa automaticamente maggiore qualità.
Cosa c’è davvero nei vasetti? Sorprese e pesticidi nel test sulle confetture
L’associazione dei consumatori ha messo sotto la lente d’ingrandimento 19 marchi di confetture all’albicocca, analizzando parametri severi come la quantità reale di frutta, la completezza delle etichette e la ricerca di contaminanti.
I risultati di laboratorio hanno portato a galla una realtà inaspettata: in ben 13 prodotti su 19 sono stati trovati residui di pesticidi. Sebbene le quantità rilevate rientrino perfettamente nei limiti previsti dalla legge corrente, si tratta di un dato che fa riflettere chi cerca un’alimentazione il più possibile naturale. Ma la vera sorpresa riguarda la classifica finale, dove i marchi più costosi e blasonati sono stati clamorosamente battuti da prodotti low cost e da discount.
Chi vince e chi perde: la classifica che cambia la spesa
A guidare la classifica con un punteggio eccellente (86/100) è la Fiordifrutta Albicocche Bio di Rigoni di Asiago, premiata per l’alto contenuto di frutta e la totale assenza di pesticidi. Subito dietro si piazza la confettura extra Vis.
La vera sorpresa del test è però la medaglia di bronzo: la confettura extra Puertosol di Eurospin si è aggiudicata il titolo di Miglior Acquisto. Con soli 1,54 euro a vasetto, ha dimostrato di non avere alcun residuo di pesticidi e di rispettare al milligrammo la frutta promessa in etichetta, superando marchi che costano il triplo. Nota dolente invece per il prodotto a marchio Esselunga, finito all’ultimo posto della classifica poiché i laboratori hanno riscontrato una quantità di frutta inferiore sia a quella dichiarata sulla confezione, sia al minimo di legge.
Domande Frequenti (FAQ)
Cosa cambia da giugno per le marmellate e confetture?
I produttori sono obbligati per legge a rivedere le ricette aumentando la quota minima di frutta: almeno 450g/kg per la confettura classica e 500g/kg per quella extra.
Con la nuova legge ci saranno meno zuccheri nei vasetti?
Non necessariamente. Anche se aumenta la percentuale di frutta, il quantitativo complessivo di zuccheri (aggiunti o naturali della frutta) potrebbe rimanere invariato. Conviene sempre leggere i valori nutrizionali sul retro.
Posso trovare ancora in vendita i vecchi vasetti con meno frutta?
Sì. La normativa prevede un regime transitorio: i lotti etichettati o immessi sul mercato prima del 14 giugno 2026 resteranno in commercio fino a esaurimento scorte.
Qual è la differenza legale tra marmellata e confettura?
Per la legge si definisce “marmellata” solo il prodotto ottenuto dagli agrumi (arancia, limone, mandarino). Tutte le preparazioni realizzate con qualsiasi altro tipo di frutta (albicocche, fragole, pesche) si devono chiamare obbligatoriamente “confettura”.
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