Morto Peppino di Capri: addio al re della musica italiana, tra aneddoti culinari e la vera ricetta dei ravioli capresi

L’Italia piange l’ultimo grande re della melodia e dello stile caprese. Un viaggio tra le sue melodie immortali, i pranzi d’oro con i magnati e la leggendaria formula dei ravioli senza uova nata per proteggere la sua voce.
Il mondo della musica e della cultura italiana si è svegliato terribilmente più solo. All’età di 86 anni, dopo una lunga malattia, è morto Peppino di Capri, l’ultimo vero custode dell’eleganza, della canzone napoletana e delle calde notti d’estate che hanno fatto sognare intere generazioni. Nato Giuseppe Faiella nel 1939, l’artista ha saputo fondere il twist americano con il romanticismo partenopeo, esportando lo stile di Capri in tutto il mondo.
La nostra redazione di cucina vuole rendergli omaggio nel modo che lo avrebbe fatto sorridere di più: attraverso i sapori, i profumi della sua terra e i retroscena gastronomici che hanno accompagnato una carriera leggendaria. Dalle notti in bianco con i miliardari ai segreti per preservare le corde vocali, fino alla sua passione per i piatti della tradizione campana.
I retroscena ed i segreti a tavola dell’ultimo Re di Capri
La vita di Peppino di Capri è stata un intreccio indissolubile di note e piaceri della tavola. Uno degli aneddoti più iconici è legato proprio alla genesi del suo successo planetario, “Champagne” (1973). La canzone, inizialmente scelta per altri interpreti, fu incisa da Peppino che ne intuì la genialità osservando i tavoli della movida isolana: i clienti facoltosi ordinavano bottiglie costose per fare colpo, lasciandole poi scaldare nei secchielli a fine serata. Quell’immagine malinconica si trasformò in un trionfo tale da permettergli di acquistare la sua prima Lamborghini fiammante.
Memorabile fu anche l’incontro negli anni ’60 con l’armatore greco Aristotele Onassis. Mentre Peppino suonava in un locale, Onassis lo fissava con i suoi enormi occhiali neri; infastidito, il cantante chiese allo zio (soprannominato “Scialapopolo”) di allontanarlo, scoprendo solo allora la vera identità del miliardario. La serata finì con fiumi di champagne e una ricca cena a base di pesce fresco sul porto fino all’alba.
I baristi della celebre Piazzetta conoscevano a memoria i suoi gusti: Peppino rifiutava i cocktail moderni, esigendo un personalissimo Limoncello Spritz preparato esclusivamente con liquore artigianale ottenuto dalle scorze dei limoni di Capri. Prima di salire sul palco, invece, l’artista seguiva un rigido protocollo per tutelare la voce durante la malattia e le fatiche dei tour: digiuno totale nelle tre ore precedenti lo show e un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente con esattamente tre gocce di limone caprese spremuto al momento.
La ricetta: i tradizionali Ravioli Capresi di Peppino di Capri
Peppino era di casa allo storico ristorante La Capannina di Capri. La leggenda vuole che la ricetta dei celebri ravioli sia stata affinata nel tempo proprio per soddisfare le sue esigenze professionali: una sfoglia leggera, realizzata con una particolare “pasta cotta” senza uova, pensata per non appesantire lo stomaco e non compromettere la limpidezza della voce prima dei concerti.
Ingredienti (Dosi per 4 persone)
Per la sfoglia (pasta cotta):
- 250 g di Farina 00
- 150 ml di Acqua bollente
- 1 cucchiaio di Olio Extravergine di Oliva
- 1 pizzico di Sale
Per il ripieno tradizionale:
- 250 g di Caciotta campana semistagionata
- 100 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
- 2 Uova intere
- Maggiorana fresca tritata q.b.
Per il condimento:
- 500 g di Pomodori San Marzano (o pomodorini freschi)
- 1 sii spiedino o spicchio d’Aglio
- Olio Extravergine di Oliva q.b.
- Basilico fresco in foglie
Procedimento
- Preparazione del ripieno: In una ciotola capiente, grattugia finemente la caciotta campana. Unisci il Parmigiano Reggiano, le due uova intere e una manciata abbondante di maggiorana fresca tritata al momento. Mescola con cura fino a ottenere un composto omogeneo e compatto, poi lascialo riposare in frigorifero.
- Preparazione della pasta cotta: Disponi la farina a fontana su una spianatoia. Versa al centro l’acqua bollente, il cucchiaio di olio extravergine e il pizzico di sale. Lavora l’impasto energicamente e velocemente per evitare che si raffreddi, fino a ricavare un panetto liscio, elastico e morbido.
- Come fare i ravioli: Con l’aiuto di un mattarello, stendi la pasta in una sfoglia molto sottile. Distribuisci piccoli mucchietti di ripieno ben distanziati tra loro su metà della sfoglia. Ripiega la pasta su se stessa per coprire il ripieno, premi delicatamente intorno ai bordi per fare uscire l’aria e ritaglia i ravioli utilizzando uno stampo tondo zigrinato.
- Cottura e condimento: In una padella ampia, fai dorare lo spicchio d’aglio con un filo d’olio extravergine di oliva. Aggiungi i pomodori San Marzano schiacciati e qualche foglia di basilico, lasciando cuocere a fuoco dolce per circa 15 minuti. Nel frattempo, cala i ravioli in abbondante acqua bollente salata: cuociono in un paio di minuti e sono pronti non appena salgono a galla. Scolali delicatamente e saltali direttamente nella padella con il sugo di pomodoro prima di servire.
Fai buon viaggio, Peppino. Ci piace immaginarti così: seduto a un tavolo vista mare nella tua Capri, con un Limoncello Spritz tra le mani, un piatto di ravioli fumanti e quel pianoforte che continuerà a suonare per sempre nella storia della musica italiana.
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