Richiamo filetti di pesce e uova fresche, la nota del Ministero della Salute: rischio da non sottovalutare

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Un operatore in tuta protettiva e un funzionario del Ministero della Salute effettuano controlli su confezioni di uova e filetti di pesce in un supermercato. Sulle scatole compaiono le scritte "Salmonella" e "Istamina oltre i limiti".

Richiamo di filetti di pesce e uova fresche, il Ministero della Salute avverte: non consumare, tutte le info sui prodotti coinvolti.

Il monitoraggio della sicurezza a tavola non si ferma, ma solleva nuovi interrogativi sulla tempestività delle segnalazioni ufficiali. Nelle ultime ore, il portale del Ministero della Salute ha diffuso diversi richiami precauzionali che interessano prodotti di larghissimo consumo. Dopo i recenti approfondimenti su salame e pesce surgelato pubblicati sul nostro sito, ci troviamo di fronte a nuove allerte per contaminazioni. Restare informati è l’unico modo per salvaguardare la propria salute, specialmente quando i provvedimenti, come in questi casi, vengono pubblicati con diversi giorni di ritardo rispetto alla loro emissione.

Richiamo filetti di pesce e uova fresche: i dati tecnici dei lotti coinvolti

Le autorità hanno disposto il ritiro immediato di diverse referenze a causa di superamenti dei limiti di legge per parametri microbiologici e chimici. Di seguito riportiamo i dettagli specifici per identificare i prodotti potenzialmente pericolosi ancora presenti nelle vostre case.

Il primo fronte dell’emergenza riguarda i filetti di sardine prodotti dall’azienda spagnola Wofco a Vigo. Il Ministero ha bloccato specifici lotti venduti con i marchi Wofco (confezioni da 800 grammi, lotto 2564080210 e scadenza 02/04/2027) e Sapore di Mare (venduti sfusi, lotto interno 25076929 e stessa scadenza). In entrambi i casi, le analisi hanno evidenziato una presenza di istamina superiore ai limiti di legge.

Parallelamente, l’allerta si è estesa al comparto delle uova fresche con il marchio Uovosol, prodotte dal Gruppo Soldano in provincia di Vibo Valentia. Qui il pericolo è di natura microbiologica: è stata infatti rilevata la presenza di Salmonella direttamente in allevamento. I lotti coinvolti nelle confezioni da sei uova sono identificati dai codici L.090426T3, L.130426T3 e L.200426T3, tutti con scadenza ravvicinata al 20 aprile 2026.

In via cautelativa, si raccomanda di non consumare nessuno dei prodotti sopra elencati. I consumatori eventualmente in possesso di questi lotti sono invitati a restituirli immediatamente al punto vendita d’acquisto per ottenere il rimborso.

Istamina e Salmonella: i pericoli per chi ha consumato i prodotti

La presenza di istamina nel pesce (nota come sindrome sgombroide) può causare reazioni rapide che includono arrossamento del viso, prurito, mal di testa, nausea e diarrea. Nei casi più gravi, i sintomi possono essere più severi, richiedendo l’intervento medico.

Per quanto riguarda la Salmonella nelle uova, il rischio è quello di sviluppare una salmonellosi, un’infezione gastrointestinale che si manifesta con febbre, crampi addominali e vomito. Il rischio è particolarmente elevato se le uova vengono consumate crude o parzialmente cotte. Se avete consumato questi prodotti e avvertite malessere, contattate prontamente il vostro medico di base indicando il lotto specifico segnalato dal Ministero.