Dragoncello

Il dragoncello (Artemisia dracunculus), anche detto estragone, è una pianta aromatica che appartiene alla famiglia delle Asteracee. Si tratta di una pianta perenne originaria della Siberia del Sud e diffusa nella Russia meridionale che nel corso degli anni è arrivata anche in Europa dove viene attualmente coltivata. Le foglie sono aromatiche e se schiacciate emanano un aroma piuttosto piccante: foglie e fiori del dragoncello vengono raccolti nei mesi più caldi. Il dragoncello ha un sapore aromatico e un po’ pungente ed è una pianta aromatica che viene utilizzata spesso e volentieri nella cucina toscana e nella cucina francese per poter insaporire pesce, uova, formaggi freschi, ma anche altri tipi di pietanze. Inoltre è uno degli ingredienti principali della salsa bernese, utilizzata come condimento per la carne, della salsa al dragoncello e della tartara.

Storia

Il dragoncello è una pianta originaria della Russia meridionale e della Siberia, ma era nota fin dall’antichità: i Greci la utilizzavano come antidolorifico contro il mal di denti e sembra che il dragoncello venisse anche chiamato artemisia nell’antichità in onore di Diana Artemide perché era in grado di regolarizzare il flusso mestruale. Il dragoncello era noto anche presso i Romani come confermano le testimonianze di Plinio il Vecchio che ne esaltava le proprietà terapeutiche. Noto presso gli Arabi, il dragoncello arrivò in Occidente in seguito alle Crociate e nel corso del tempo è diventato una pianta aromatica utilizzata non solo nella cucina francese, ma in tutta Europa. In Italia cominciò a diffondersi a partire dalla Toscana: sembra che fu importato da Carlo Magno nel 774 e coltivato per la prima volta nell’Abbazia di S. Antimo, a Montalcino, in provincia di Siena.

Proprietà

Il dragoncello è ricco di sali minerali e di vitamine A e C, oltre a molti costituenti (estragolo, capillene, ocimene, nerolo, tuione, limonene, cumarine, flavonoidi, tannini). Si tratta di un’erba aromatica che presenta interessanti proprietà digestive ed è utile contro il mal di gola. Il dragoncello favorisce la depurazione dell’organismo stimolando anche la diuresi, contrasta l’inappetenza ed è un ottimo esaltatore della sapidità dei piatti. Proprio per questo motivo può essere considerato una valida alternativa a chi non può assumere sale per motivi di salute legati spesso a problemi di ipertensione. Il dragoncello presenta anche proprietà antireumatiche, antisettiche e aromatizzanti. Viene utilizzato anche per scopi fitoterapici.

Varietà

È possibile distinguere due diversi tipi di dragoncello in base alla diverse provenienza. Il dragoncello russo o siberiano è la varietà della pianta più resistente e robusta che presenta però un sapore meno deciso. Il dragoncello francese invece presenta le foglie più scure e delicate, ma decisamente più aromatiche.

Prezzo

È possibile acquistare il dragoncello essiccato in ogni supermercato. In media una confezione da 30 grammi di dragoncello costa circa 2.50 euro.

Curiosità

Non è del tutto chiaro perché il dragoncello sia chiamato così, vale a dire “piccolo drago”. Secondo alcuni la causa risiederebbe nella forma della radici che ricordano un po’ un groviglio di serpenti. Secondo altri invece il nome dragoncello deriva dalla capacità della pianta di guarire dai morsi di serpenti velenosi. Un’antica leggenda senese racconta di come il dragoncello arrivò in Toscana: sembra che una ragazza senese si innamorò di un dragone, un soldato a cavallo in epoca napoleonica. Un giorno il ragazzo scuotendo gli stivali dalla finestra lasciò cadere dei cadere dei semi in un vaso che la ragazza teneva sul davanzale. Proprio da quei semi nacque una piantina profumata che restò il simbolo del suo amore per il dragone che presto ripartì per tornare a casa.