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È noto che la salute passa anche e soprattutto attraverso l’alimentazione e sembra anche la dieta vegetariana possa essere particolarmente utile per i soggetti ipertesi. A rivelarlo è una recente ricerca in collaborazione con i ricercatori statunitensi di Washington e di Pittsburg che hanno condotto i loro studi analizzando oltre 258 ricerche svolte sui vegetariani e sugli onnivori a partire dagli anni ’50 fino ad oggi.

Gli studi hanno dimostrato che i vegetariani presentano in media una massima sistolica più bassa di 7 mm Hg e una minima diastolica inferiore di 5 mm Hg rispetto agli onnivori, che mangiano praticamente di tutto. In aggiunta ai risultati del loro studio, i ricercatori hanno messo a punto un particolare programma, detto “21-day kickstart program”, per poter insegnare ai medici e ai pazienti come introdurre regolarmente i piatti vegetariani all’interno della propria dieta e che si basa su concreti consigli e ricette dispensate via mail. A conti fatti, insomma, sembra proprio che rinunciare alla carne possa aiutare concretamente ad abbassare la pressione del sangue senza metodi drastici.

Ridurre il consumo di carne e consumare regolarmente le giuste quantità di frutta, verdura, cereali e legumi (ottimi sostituti della carne come ad esempio le lenticchie) significa aumentare di conseguenza il contenuto di fibre e di potassio che sono indispensabili per poter ridurre i valori sistolici e diastolici, in pratica ad abbassare la pressione. Un risultato incoraggiante per alcune persone che hanno visto come poter mantenere la pressione a livelli normali e senza ricorrere all’aiuto dei farmaci.