Anche i vini bianchi riducono il rischio di infarto

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Quando si parla del vino e del suo contributo alla prevenzione degli infarti e delle malattie cardiovascolari si pensa esclusivamente a quello rosso. In realtà anche il vino bianco può essere un valido alleato da questo punto di vista. Secondo una recente ricerca condotta congiuntamente dall’Università di Torino e dall’Ospedale Toscano della Versilia, l’acido caffeico che si trova nei bianchi ha il pregio di mantenere in salute quest’organo così importante.

Si sa da tempo che il consumo moderato dell’alcool ha degli effetti benefici sul cuore e sui rischi che possono riguardarlo, stavolta però si è approfondito l’argomento, cercando di capire quali sono le sostanze che difendono il nostro corpo. Il già citato acido caffeico ha questo nome così particolare perché si trova soprattutto negli estratti di caffè, oltre che in altri cibi (carciofi, piselli, fragole e cicoria su tutti). Non manca nemmeno nei vini bianchi ed è in grado di stimolare la produzione di ossido nitrico nei vasi sanguigni.

Che cos’è di preciso l’ossido nitrico? Questo composto è uno dei principali vasodilatatori, dunque permette alle arterie di rilassarsi e di abbassare la pressione del sangue. Di conseguenza, le malattie cardiovascolari possono essere prevenute meglio, come anche il diabete e le malattie che colpiscono i reni. L’ossido riduce inoltre la consistenza delle piastrine, dunque è decisamente minore il rischio di formazione delle placche sulle pareti delle arterie.

Lo studio è ancora nella sua fase iniziale, pertanto si può immaginare che vi saranno sviluppi nella comprensione completa degli effetti del vino bianco. Non è comunque la prima volta che se ne parla in relazione a cuore e infarti. Secondo l’epidemiologo americano Arthur Klatsky, i bianchi sarebbero addirittura più salutari dei rossi: al risultato si è giunti dopo aver osservato 130 mila pazienti per ben sette anni. Tra l’altro, da questa ricerca è emerso anche come siano le donne quelle più “protette” dal vino rispetto agli uomini.

Finora si era relegato il vino bianco a semplice piacere da tavola, anche e soprattutto a causa dell’assenza delle bucce dell’uva nella fase di produzione (presenti invece in quello rosso): in effetti, sono proprio queste bucce che contengono polifenolo, a sua volta ricco di antiossidanti che influiscono positivamente sul colesterolo.