-->

È a una donna che si deve un’invenzione utile e molto apprezzata in cucina, quella della lavastoviglie. Josephine Cochrane, donna ricca ed abituata a organizzare moltissime cene, non aveva in realtà la preoccupazione dei piatti da lavare, un’attività destinata alla sua servitù, ma pensò a lungo a una macchina che fosse in grado di farlo. Vissuta tra il 1839 e il 1913, questa moglie di un politico americano riuscì a brevettare l’invenzione nel 1886 e a risolvere il problema delle stoviglie in porcellana continuamente rotte e scheggiate proprio dalla servitù.

Il brevetto
La prima lavastoviglie della storia prevedeva dei compartimenti in cui disporre i piatti e una ruota da collocare in una caldaia realizzata in rame. C’era poi un motore che girava insieme all’acqua calda e al sapone che veniva spruzzati dalla parte bassa della caldaia e che rendeva possibile il lavaggio. La data esatta del brevetto è il 28 dicembre 1886: la macchina lasciò senza fiato le amiche della signora Cochrane, tanto da spingerla sette anni dopo a presentarla ufficialmente all’Esposizione Universale di Chicago.

La diffidenza iniziale
Il primo premio assegnato proprio alla lavastoviglie sembrava l’inizio di un’ascesa senza fine per questa invenzione, ma in realtà le cose andarono diversamente. Le casalinghe di quel periodo preferivano i metodi tradizionali e non si fidavano della macchina, dunque non bisogna stupirsi più di tanto se ci sia voluto ben mezzo secolo prima del vero e proprio successo commerciale. Il lavaggio tipico di piatti, tazzine e posate avveniva tramite l’acqua fredda e la cenere.

Lo sviluppo commerciale successivo
Nonostante l’attesa, la signora Cochrane si impegnò parecchio in questa avventura. Venne aperta una fabbrica, la Garis-Cochran Manufacturing Company. La lavastoviglie piaceva parecchio ai ristoratori e agli alberghi, a causa del grande numero di stoviglie da lavare. L’inventrice della macchina che oggi è così diffusa in tantissime cucine in tutto il mondo, morì molto prima che ci si accorgesse della reale utilità: nel 1940 l’azienda diventò parte di un’altra società, la Kitchen Aid, a sua volta passata in seguito nelle mani di un colosso come la Whirlpool. Una storia che non è molto nota, ma che valeva la pena approfondire per capire in che maniera si è evoluta un’invenzione inizialmente sottovalutata.