Ho fatto la dieta con l’Intelligenza Artificiale e ho pagato più del nutrizionista: ecco cosa mi ha proposto

una persona ccon in mano uno smartphone che analizza una dieta fatta con Intelligenza Artificiale

Se ti stai chiedendo quanto conviene fare una dieta con l’Intelligenza Artificiale, ho la risposta per te: ho provato in prima persona a sfidare l’algoritmo, tieni pronto il portafogli.

Volevo fare la furba. Mi sono detta: “Marianna, siamo nel 2026, perché pagare la parcella di un nutrizionista quando hai il genio della lampada in tasca?”. Così mi sono sacrificata in virtù del dimagrimento post feste e ho inserito i miei dati su uno dei più acclamati bot in circolazione per farmi formulare una dieta adatta alle mie esigenze.

Spoiler: il miracolo non è accaduto, ma in compenso ho scoperto come potrebbe risucchiarti le finanze. L’AI sarà anche un asso del calcolo e delle percentuali, ma vive in una realtà parallela dove i soldi crescono sugli alberi. Ecco come il tanto vantato “risparmio” digitale avrebbe potuto trasformarsi invece nel mio investimento più fallimentare dell’anno.

Quanto conviene fare la dieta con l’Intelligenza Artificiale? La lista dei costi di cui nessuno parla

Il caro nutrizionista digitale non ha perso tempo e dopo le domande di rito ovvero peso attuale, misure e la tempistica con cui volevo raggiungere l’obiettivo forma perfetta, mi ha stilato una lista della spesa. Ed è stato scorrendola che ha alimentato il mio primo shock. Per far quadrare i micronutrienti al millimetro, l’AI mi ha prescritto a metà gennaio: asparagi freschi, fragole di bosco, zucchine e cetrioli.

Cercare di seguire quel piano avrebbe quindi significato spendere il triplo del normale per comprare prodotti fuori stagione, senza sapore e costosissimi. Alla fine della settimana, avrei già pagato più di quanto avrei dato a un professionista umano, ma con molta più frustrazione.

Sarde e burro d’arachidi: il “lusso” del cibo buttato

L’AI non mangia e questa è la sua più grande colpa. Per raggiungere la quota di grassi buoni e proteine, mi ha proposto come spuntino un abbinamento che sulla carta era un “investimento nutrizionale perfetto”, ma nella realtà era un insulto al palato: toast integrale con burro d’arachidi e sarde sott’olio. Qui avrei comprato ingredienti che sarebbero finiti dritti nella spazzatura. Perché la salute è importante, ma il bullismo gastronomico no. Sapete cosa costa più di un nutrizionista? Comprare cibo e poi dover ordinare una margherita d’asporto per disperazione perché quello che avevi nel piatto era immangiabile.

La spesa sproporzionata

L’ultimo schiaffo al portafoglio è arrivato con i volumi. Per farmi raggiungere le fibre ideali, l’AI ha deciso che dovevo mangiare 250 grammi di spinaci crudi a cena. Un ortaggio questa volta di stagione, ma aspetta a cantare vittoria. Per farmi un’idea sono andata al supermercato ed ho provato a pesare quella quantità di spinaci: sono uscita fuori con una montagna di foglie che sembrava un trasloco botanico. Ho pagato roba che non sono riuscita a finire e che è marcita in frigo prima di mercoledì. Un errore di valutazione economica che nessun essere umano con un briciolo di buon senso commetterebbe mai.

La morale della favola (lo so cosa vi state chiedendo)

Vi starete tutti domandando perchè quando mi ha proposto le fragole, non ho semplicemente chiesto all’AI di adeguare gli ingredienti alla stagionalità. Osservazione corretta. Certo, avrei potuto passare ore a istruire il bot su cosa cresce nell’orto di casa mia a gennaio, ma allora dov’è il risparmio di tempo? Un professionista ha il buon senso di serie, l’AI ha bisogno del libretto delle istruzioni anche per capire che fuori nevica. La promessa dell’AI è: “Ti faccio la dieta in un click”. Se per avere una dieta corretta devo diventare un esperto di prompt engineering, allora il gioco non vale più la candela. Si pagano oggi abbonamenti per avere risposte, non per fare noi il lavoro del software.

Senza contare che molte AI sono addestrate su dati globali (spesso americani) e per un server in California, le fragole ci sono sempre. Dopo una settimana, tirando le somme tra spesa fuori stagione, ingredienti immangiabili e cibo comprato in eccesso e poi buttato, avrei speso molto di più di quanto mi sarebbe costata una visita specialistica. L’Intelligenza Artificiale è uno strumento fantastico per darci un’idea o velocizzare una ricerca, ma non sa fare la spesa, non conosce il valore dei soldi e non ha idea di cosa significhi sedersi a tavola con gioia. La storia mi ha insegnato che il vero risparmio è chiamare un nutrizionista in carne ed ossa, fare la spesa stagionale e… lasciare le sarde e il burro d’arachidi in due corridoi ben separati.