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Le beccacce sono uccelli con i becchi lunghi, e sono considerate le regine della selvaggina allo spiedo. Già nel rinascimento questa carne era molto apprezzata nei banchetti, in dialetto veneto la beccaccia viene chiamata “gallinassa” e questo suffisso non è spregiativo, ma è pieno di ammirazione, per le virtù rustiche eccezionali. Nelle ville venete progettate dal Palladio vi erano grandi camini per cuocere allo spiedo le beccacce, quindi è facile immaginare come le più buone possano essere mangiate solo in questa regione. La cottura della beccaccia è molto lunga (diverse ore) e nel vicentino oltre a quella allo spiedo si può gustare quella all’arzignanese che prevede l’uso del limone.

Vi sono pochi posti in Veneto dove si possono mangiare le beccacce, il primo è L’altro Penacio, che si trova ad Altavilla Vicentina, poco distante da Vicenza. Il patron dell’osteria, Enzo Penacio, nome d’arte di Gianni Giannello, sceglie con cura tutti i prodotti e segue le fasi di preparazione delle beccacce. Vi consigliamo di seguire le attività del ristorante perché nel periodo della caccia vengono organizzate serate a tema con beccacce con patè di beccaccia su crostoni di pane, beccaccia all’arzignanese, beccaccia allo spiedo con polenta e risotto di beccaccia. Il tutto da accompagnare con vini rossi italiani e francesi.

Molte guide gastronomiche segnalano anche il ristorante da Brunello, a Scandolara, nel trevigiano. La specialità della casa è la cacciagione e la beccaccia. Il locale ha due volti, uno decisamente anni ’70 dove è stato ricavato un bar dove anziani signori giocano a carte, e il ristorante vero e proprio arredato in maniera molto elegante, dove c’è un grande camino. Il menù prevede beccaccia in tutte le salse. Ottimi i crostini con frattaglie di beccaccia, e il secondo a base di salsa pevarda che fa mantenere alla carne il sapore di cielo e di bosco tipico della selvaggina.