Foody, la piattaforma per conoscere e scoprire gli Home Restaurant italiani

forno

Dal 2009 a oggi la moda degli Home Restaurant si è diffusa molto rapidamente: a partire dalla prima esperienza londinese, sempre più abitazioni si sono trasformate in veri e propri ristoranti e la gente ha potuto beneficiare di un business redditizio. La burocrazia è minima e non è affatto complicato dar vita a un ristorante casalingo. Tra le tante piattaforme web che fanno da sfondo a questa tendenza, ce n’è una che si sta sviluppando nell’ultimo periodo, proprio in corrispondenza dell’Expo milanese del 2015.

Si tratta di Foody (Italian Home Restaurants), una piattaforma telematica che consente ai turisti italiani e stranieri che viaggiano nel nostro paese di scoprire e apprezzare le migliori tradizioni locali dal punto di vista enogastronomico. Il gruppo di Foody è composto sostanzialmente da quattro ragazzi che provengono tutti da esperienze diverse. Il funzionamento è presto detto. Un cooker può mettere a disposizione casa propria, prepara la cena e la condivide con persone che non ha mai visto.

Questa condivisione di gusti e sapori è proprio il tratto distintivo di ogni Home Restaurant che si rispetti, nel caso di Foody si cerca anche di esportare il più possibile le esperienze culinarie italiane all’estero, puntando sul fatto che i turisti possano rimanere favorevolmente impressionati. Sulla piattaforma viene caricata la cena appena cucinata e il prezzo complessivo della consumazione e sul coperto Foody prende per sé una percentuale.

Si sta ora pensando di ampliare il business appena descritto, magari collaborando con i produttori locali o con altre piattaforme attive nel commercio elettronico. Inoltre, si sta pensando di dotare Foody di consulenze legali, finanziarie e assicurative per reggere il confronto di internet, visto che fino a questo momento la start-up sta compiendo i suoi passi tramite l’autofinanziamento dei componenti del team.

All’interno della community è possibile diventare cuoco oppure ospite, due figure in questo caso ribattezzate “cooker” e “fooder”. Nel primo caso, si sta parlando di persone che creano un proprio profilo, indicano il pranzo o la cena da caricare, la data e il luogo dell’evento, i menù, il prezzo e la disponibilità di posti. Non serve alcun attestato di cucina per diventare cooker. Nel caso dei fooders, invece, si tratta degli utenti, i quali devono registrarsi e potranno richiedere un evento su misura in base alle esigenze: una volta conclusa l’esperienza potranno condividere foto e video e lasciare il loro feedback.