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Le scoperte archeologiche che hanno a che fare con il vino hanno sempre un fascino particolare, inutile negarlo. Permettono infatti di capire i metodi di produzione del passato e i gusti dei nostri antenati. L’ultimo rinvenimento di un certo interesse è avvenuto in Francia, paese in cui è tornato alla luce un vigneto reale di ben seicento anni fa. Si tratta di ben sei ettari di vigneti, parte di quali hanno resistito alla fillossera nel corso dell’800 e che hanno molto ancora da raccontare.

Entrando più nel dettaglio, il vigneto riscoperto si trova nella Valle della Loira, più precisamente nel Castello di Chambrod, quello che nel XVI secolo era la residenza di caccia di re Francesco I. Che cosa è stato scoperto in proposito? Il castello è il più grande in assoluto dell’intera regione transalpina, senza dimenticare che si sta parlando di un edificio tra i più famosi e visitati dai turisti, dunque il richiamo potrebbe diventare maggiore.

Come ha spiegato Jean d’Haussonville, l’amministratore delegato della tenuta in cui è avvenuta la scoperta del vigneto, si tratta di un fatto di rilevanza storica incredibile. Il manager ha parlato addirittura del ritorno di una vera e propria opera d’arte in Francia. Per circa duecento anni la zona circostante non è stata interessata da alcuna piantagione di vigneti e ora c’è invece una novità importante.

I vitigni provenivano direttamente dalla Borgogna e furono portati da Francesco I nella regione nel corso del 1519. La sfortuna ha però voluto che gran parte delle piante venissero devastate dalle malattie negli anni successivi, dunque si temeva che tutto fosse andato perduto. La quasi totale certezza della devastazione si era avuta con la fillossera e i suoi effetti devastanti nel XIX secolo, in molti parlarono di questo vigneto come completamente distrutto.

In realtà le cose sono andate diversamente. Le vigne Romorantin, di proprietà di un produttore locale, Henry Marionnet, si sono salvate e conservate. Lo stesso produttore non ha saputo fornire una spiegazione di quanto successo, la fillossera non perdona e la resistenza dei vigneti è stata portentosa. Gli istituti di ricerca del vino in Francia (Inra in primis) non hanno ancora motivato tutto ciò, la cosa importante però è che si potranno ammirare un pezzo di storia della Francia e del vino.