Glifosato nella pasta: il grano canadese è davvero pericoloso? Tutta la verità dai dati del Ministero

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Un vasto campo di grano duro dorato sotto un cielo azzurro con nuvole, ideale come immagine per l'articolo sul glifosato nella pasta.

La sicurezza di ciò che portiamo a tavola è una priorità assoluta per chi ama cucinare e mangiare sano. Negli ultimi tempi, avrai sicuramente sentito parlare del presunto allarme legato al grano canadese e alla presenza di glifosato nella pasta. Molte campagne di comunicazione e indiscrezioni sul web hanno alimentato la paura, spingendo i consumatori a dubitare persino del piatto simbolo della cucina italiana.

Ma quanto c’è di vero? Per fare chiarezza ed evitare inutili allarmismi, sono finalmente arrivati i dati ufficiali del Ministero della Salute e del MASAF (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste). I risultati dei controlli smontano una volta per tutte la fake news della pasta contaminata.

La verità sui controlli: cosa dicono i dati ufficiali

Il dibattito politico e commerciale sulla concorrenza tra grano italiano e grano estero è legittimo, ma la sicurezza alimentare si valuta solo con i dati scientifici alla mano. Le autorità sanitarie monitorano costantemente il frumento duro importato che sbarca nei nostri porti.

Secondo gli ultimi report ministeriali, i campioni analizzati rispettano rigorosamente i rigidi limiti di legge imposti dall’Unione Europea. Le tracce di glifosato e di altre sostanze (come il DON o le micotossine) nel grano canadese sono risultate irrisorie o del tutto assenti. Nessun lotto destinato alla produzione dei nostri spaghetti preferiti ha mostrato livelli di contaminazione tossici o pericolosi.

Perché si usa il glifosato in Canada?

Per capire l’origine di questo mito, bisogna guardare alle differenze climatiche e agronomiche. In Canada il clima è fresco e umido durante il periodo della mietitura. Per questo motivo, i coltivatori utilizzano legalmente il glifosato in fase di pre-raccolta come essiccante, per uniformare la maturazione delle spighe.

In Italia questa pratica specifica è vietata dal 2016 (anche perché il nostro clima caldo la rende superflua), e l’erbicida viene usato solo in altre fasi. Tuttavia, l’Europa impone limiti di tolleranza bassissimi (pari a 10 ppm) per i residui sui chicchi importati. Le analisi dimostrano che i livelli riscontrati si attestano mediamente intorno allo 0,05 ppm, ovvero ben al di sotto della soglia di sicurezza.

Comprare pasta italiana è sicuro?

La risposta è sì. L’industria molitoria e i grandi pastifici italiani acquistano una parte di grano all’estero semplicemente perché la produzione nazionale non riesce a coprire il fabbisogno del mercato. Ma un lotto fuori specifica o contaminato rappresenterebbe un danno commerciale e legale immenso per qualunque marchio.

I controlli della filiera sono frequenti e severi. Quando acquisti la pasta al supermercato – sia essa prodotta con grano 100% italiano o con miscele di grani comunitari e non comunitari – stai portando a casa un alimento sicuro, sano e privo di rischi per la salute tua e della tua famiglia. Portare l’eccellenza in tavola significa anche fidarsi della scienza e dei controlli ufficiali, lasciando da parte la paura e gli slogan infondati.