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“Magic moments”, momenti magici: era questa la sigla del Perry Como Show negli anni Cinquanta, una colonna sonora che sarebbe perfetta anche per l’attuale momento che stanno vivendo i cosiddetti vini alpini. In particolare, questo discorso deve essere fatto per i vitigni francesi e svizzeri (oltre a quelli italiani ovviamente), ottime bevande per cui però non è sempre necessario pagare una fortuna.

Sapori e profumi
I segreti sono presto detti. I profumi di questi vini riescono ad assorbire completamente il clima del territorio, il quale subisce una influenza più che benefica dalle montagne. Solitamente, poi, i profumi ricordano le essenze vegetali, senza note eccessivamente amare. In aggiunta, non mancano le note di sottobosco, foglie appassite, funghi e perfino tartufo nero. L’elenco del gusto prosegue poi con i frutti selvatici, camomilla, nespole e susine. Sia i vini rossi (pieni di carattere e vivaci) che quelli bianchi (dalla freschezza unica e fruttati) sanno conquistare qualsiasi palato.

Un po’ di storia
Il vino alpino è stato considerato storicamente sempre in maniera positiva, associandolo ad aggettivi come “sbarazzino”, “dispettoso” e “ribelle”. C’è persino chi ha individuato un antenato di uno dei migliori prodotti attuali, vale a dire quelli che si ottengono nel vitigno della Mondeuse, con i suoi vini dal tipico colore viola scuro con riflessi di porpora. In effetti, questo prodotto non dovrebbe essere molto distante dall’Allobrogica, il vino che Plutarco affermava essere molto apprezzato dagli antichi Romani.

I migliori vini alpini
Si può forse stilare una classifica dei migliori vitigni alpini in questo momento? Ecco un elenco non esaustivo.
1) Heida Vispertermine (Valais). In questo caso ci troviamo in Svizzera, con un vitigno che dà vita a vini robusti ma delicati allo stesso tempo, dai sapori floreali e con note molto apprezzate di limone.
2) Kerner Praepositus (Trentino Alto Adige). Per il secondo posto ci si “trasferisce” in Italia, con i vini di questo vitigno che hanno caratteristiche esotiche e complesse, in particolare per quel che riguarda i bianchi.
3) La Piagne, Cave du Vin (Valle d’Aosta). Si resta ancora in Italia: i prodotti sono pieni di carattere e ben equilibrati nel mix di sapori.
4) Arbin Mondeuse Vieilles Vignes (Savoie). Per il quarto e ultimo posto non ci si può dimenticare della Francia, con un vitigno in grado di offrire vini fruttati e varietà di rossi dalle ottime note floreali.