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Vi siete mai chiesti in quale parte del mondo sia stato prodotto il vino più antico in assoluto? La risposta forse sorprenderà qualcuno, ma soltanto fino a un certo punto. Si tratta della Georgia, nazione caucasica in cui si trovano oltre 500 varietà di uva e in cui l’esportazione delle bevande rappresenta il 5% degli scambi complessivi. Il vino georgiano viene esportato in 39 paesi e c’è una tradizione tutta da conoscere in tal senso.

In effetti, nel paese è stata scoperta dagli archeologi la cantina più antica al mondo, con una datazione superiore a 6.000 anni fa per la precisione. Non è un caso, comunque: ad esempio, Omero nell’Odissea fa riferimento ai vini profumati e frizzanti della Colchide, quella che è oggi la parte occidentale della Georgia, e perfino Apollonio Rodio parla degli argonauti che riuscirono a scoprire una fontana di vino nella stessa regione.

La scoperta e la conoscenza del vino più antico del mondo, quello in cui l’uva era l’esclusiva protagonista, può aiutare ad approfondire sapori sconosciuti: la zona è quella compresa tra il Caucaso e i Monti Zagros: la produzione vitivinicola su larga scala sembra cominciata proprio qui e ancora oggi c’è la conferma di un settore ben sviluppato e di cui si parla ancora troppo poco.

Le attuali zone della Georgia in cui si produce ottimo vino si trovano nel Kakheti: il terreno è ricco di minerali, molto utili per garantire la qualità finale del prodotto. I metodi di coltivazione sono sostanzialmente due ed entrambi piuttosto efficaci. Nello stesso Kakheti l’uva viene pigiata insieme alle vinacce ed è sottoposta a una fermentazione di almeno dieci giorni all’interno di contenitori di terracotta, poi interrati per mantenere la temperatura costante a 20 gradi.

L’alternativa è quella che prevede di seppellire i contenitori sotto uno strato di sabbia: dopo che sono trascorsi alcuni mesi, poi, si preleva il liquido e lo si conserva in cantine realizzate in pietra, per un riposo che potrà durare addirittura anni. I metodi sono sfruttati sia per ottenere vini rossi che vini bianchi, ma quali sono gli esempi più interessanti da gustare nella nazione che vanta il prodotto più antico al mondo?

Il krakhuna è un vino a bacca bianca e fa venire subito in mente la mela cotta, la pesca matura e la camomilla, con un finale leggermente astringente. Molto interessante è anche il tsitska, con la sua tipica acidità e i profumi di trementina e iodio: il sapore è salmastro ed elegante. Infine, non si può dimenticare il rkatsiteli, prodotto nel vitigno più famoso dell’intera Georgia.