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“Valgo anch’io”: è questo il nome del nuovo marchio di qualità introdotto nel mondo della ristorazione, un simbolo che farà capire che nei locali vi saranno lavoratori che presentano una disabilità. La novità è stata annunciata da pochi giorni al termine di un corso di formazione professionale che ha visto come protagonista la Comunità di Sant’Egidio. Il bollino sarà affisso all’entrata dei ristoranti e servirà a informare i clienti che la struttura presenta anche qualità dal punto di vista sociale.

Il corso appena ricordato ha formato aiuto-cuochi e personale di sala, i quali hanno ricevuto gli appositi diplomi per l’inserimento nel settore professionale. Si tratta, nello specifico, di cinquanta ragazzi e ragazze che hanno una disabilità e che ora sono alla ricerca di un ristorante che sia pronto all’assunzione. Giusto tre anni fa, lo stesso corso è riuscito a far trovare una professione a trenta delle cinquanta persone coinvolte, un risultato che la Comunità spera di migliorare.

Quali locali hanno dato una opportunità tanto importante ai disabili? Si sta parlando soprattutto di mense di istituti scolastici e di università, ma non sono mancati i ristoranti di grande richiamo della Capitale. L’intera formazione è stata impartita proprio in un locale di Roma, vale a dire la “Trattoria degli Amici” di Trastevere, struttura che al giorno d’oggi ha una ventina di dipendenti, tredici dei quali con disabilità, dunque un esempio da prendere a riferimento.

Il marchio è stato presentato come adesivo da apporre alla porta d’ingresso dei ristoranti, un progetto che si è sviluppato in maniera positiva in diverse realtà. Il corso di formazione ha avuto il beneplacito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, senza dimenticare la sponsorizzazione di Birra Peroni: i giovani disabili sono giunti da Roma, Bari e Novara e hanno appreso la teoria e la pratica necessarie per il servizio di sala e di cucina, seguendo le lezioni di importanti professionisti del settore (chef e ristoratori).

Inoltre, i giovani finora inseriti grazie al progetto sono stati scelti tra studenti delle scuole alberghiere, ma anche quelli provenienti dai servizi del territorio e da associazioni che si occupano di disabilità a 360 gradi. In questo modo si cercherà di far incontrare domanda e offerta di lavoro, con una risposta più concreta possibile al problema dell’inserimento lavorativo dei disabili.