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La prima di un vino giapponese commercializzato nei paesi dell’Unione Europea è recentissima: bisogna infatti risalire al 2008 e all’importazione dello Shizen. Prima di sette anni fa, invece, non si potevano importare in modo legale le bottiglie nipponiche per un motivo ben preciso. In effetti, non esisteva alcuna norma specifica sulla produzione di vino. A Tokyo e dintorni non si trova soltanto il sake, la famosa bevanda alcolica a base di riso, ecco qual è la classifica dei dieci migliori vini del paese asiatico.

1-Grace Winery Kayagatake 2008
Il primo vino di questo elenco ha un sapore decisamente fresco e che ricorda vagamente il limone: l’acidità è piuttosto elevata, ma non bisogna dimenticare neanche le note di frutta a guscio. Si fa apprezzare soprattutto per la sua intensità.

2-Lumière Koshu Sur Lie 2008
L’annata è la stessa, ma in questo caso cambia il vigneto (2,5 ettari per la precisione). L’impressione che ha il palato è subito quella di un vino dalla forte acidità e con una punta di salsa di soia che conquista il naso in maniera abbastanza distinta.

3-Alps Koshu 2008
I produttori hanno avuto il merito di evitare il più possibile l’utilizzo di anidride solforosa. Il vino è elegantemente e delicatamente fruttato, con interessanti note di limone, noci ed erbe aromatiche. Il retrogusto, poi, si caratterizza per un pizzico appena impercettibile di stantio.

4-Diamond Winery Chanter Y, A Amarillo 2008
Il vino in questione è forse uno dei più ricchi in assoluto dell’intero Giappone. È amabilmente fresco al primo impatto, con note fruttate e di agrumi. Sul finale, poi, risulta ben speziato e con un carattere minerale che non stanca.

5-Marufuji Rubaiyat Koshu Sur Lie 2008
Il 2008 è l’anno che si presenta quasi costantemente in questa classifica, visto quanto ricordato all’inizio. Il quinto vino giapponese degno di nota ha uno stile che si può definire “neutrale”, ma comunque le note minerali sono attraenti e coinvolgenti.

6-Marquis Koshu 2009
Delizioso e fruttato, questo vino ha un gusto in cui domina decisamente il limone: è molto fresco, ma ben strutturato. Inoltre, gli esperti lo hanno valutato come ben bilanciato e dotato di ottima personalità, con un tocco di dolcezza che non guasta mai.

7-Katsunuma Jyozo Arugabranca Isehara 2009
Le tre caratteristiche che emergono più nettamente rispetto a tutto il resto sono il gusto fruttato, l’intensità del sapore e le note di erbe aromatiche. Viene accomunato al Sauvignon e vanta una purezza molto interessante.

8-Yamato Madoromi 2009
Il terz’ultimo vino della classifica giapponese viene fermentato all’interno delle barrique (piccole botti in legno dalla capacità compresa tra i 225 e i 228 litri). Il limone è ancora una volta il protagonista assoluto, ma emergono in modo chiaro la freschezza, la buona acidità e le note speziate.

9-Shirayuri L’Orient Barrel Fermented 2008
Stavolta è necessario esaltare i due sapori che rendono speciale questo vino, vale a dire quello della vaniglia e del cocco, un mix che risulta ben equilibrato. Ha un appeal inconfondibile, con una stagionatura di sei mesi nelle botti di quercia francese.

10-Suntory Tomi no oka Winery Koshu Special Cuvee Barrel Fermented 2007
L’ultima bottiglia della classifica nipponica si caratterizza per i sentori di erbe aromatiche e le note di vaniglia: la freschezza è assicurata da diversi frutti, tanto da far parlare di uno dei vini più armoniosi del paese.