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Dalla sua prima edizione del 1988 la guida Vini d’Italia del Gambero Rosso riesce a disegnare con precisione la mappa vitivinicola del nostro paese. Appassionati ed esperti attendono con ansia questo appuntamento, il quale ha subito una serie di modifiche in ben ventisette anni di storia, ma l’obiettivo è rimasto sempre lo stesso, vale a dire l’incoronazione dei migliori vini rossi italiani. Scopriamo insieme chi ha meritato il riconoscimento.

Il Piemonte e la Toscana sono senza dubbio le regioni più importanti e premiate, con il Barolo grande protagonista della guida. L’edizione 2015 ha assegnato ben 423 Tre Bicchieri, il nome che è stato scelto per questa menzione così particolare. Per quel che riguarda le altre regioni italiani non sono mancate le sorprese, visto che i 70 degustatori esperti hanno assaggiato in cinque mesi 20 mila vini, recensendo oltre 2.400 produttori.

Le bottiglie piemontesi premiate sono state 79, mentre quelle toscane 73, due numeri importanti e significativi. Si è parlato del Barolo e della sua Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) e non è stato un caso: il vino n questione vanta 31 rossi premiati, 22 dei quali fanno parte della stessa annata, ovvero quella del 2010, a testimonianza di una vendemmia eccezionale (c’è chi la definisce la migliore dall’inizio del XXI secolo).

Il Rosso dell’anno è stato la Riserva Villero 2007 di Vietti. Non bisogna dimenticare, inoltre, la presenza strategica di 12 Babera di diverse denominazioni e vendemmie (soprattutto 2010 e 2011). In Toscana, invece, si è affermato con prepotenza il Chianti Classico (16 bottiglie premiate), mentre 10 sono stati i Brunello che hanno meritato il riconoscimento da parte del Gambero Rosso, eccellenze del nostro paese che non potevano passare inosservate.

Nelle altre regioni vale la pena ricordare denominazioni emergenti e gli Amarone del Veneto che hanno ottenuto dieci premi, a conferma della qualità produttiva locale. Se si guarda poi ai vini bianchi, il Verdicchio ha dominato in lungo e in largo con undici premi, diventando quindi il vitigno con il maggior numero di riconoscimenti degli ultimi anni. In Campania, invece, cinque menzioni sono state assegnate al Fiano di Avellino, mentre altre quattro alla Falanghina. Non vanno dimenticati, infine, il Montefalco Sagrantino, premiato sei volte, il Montepulciano d’Abruzzo (nove Tre Bicchieri) e il Primitivo pugliese (sei menzioni).