Olio di palma: dove si trova, perché fa male e come riconoscerlo in etichetta

Frutti della palma da olio Elaeis guineensis e vasetto di olio di palma grezzo su un tavolo in legno, sfondo di piantagione tropicale.

L’olio di palma è uno degli ingredienti più discussi dell’ultimo decennio. Utilizzato massicciamente nell’industria alimentare, è finito al centro di polemiche sia per l’impatto sulla salute umana che per i danni all’ambiente. Ma dove si trova esattamente e quali sono i rischi reali?

Secondo le ultime analisi dell’EFSA (2025/2026), sebbene i processi di raffinazione industriale abbiano ridotto la presenza di contaminanti cancerogeni, le nuove linee guida nutrizionali europee ribadiscono la necessità di limitare l’apporto di acido palmitico per prevenire sindromi metaboliche croniche, specialmente nelle fasce più giovani della popolazione.

Cos’è l’olio di palma e perché l’industria lo usa?

L’olio di palma è un grasso vegetale che si ottiene dalla spremitura dei frutti della Elaeis guineensis. La sua popolarità nell’industria alimentare è dovuta a caratteristiche tecniche difficili da replicare:

  • Consistenza semi-solida: a differenza di altri oli vegetali, è solido a temperatura ambiente, il che lo rende perfetto per sostituire il burro o i grassi idrogenati (trans) in prodotti da forno.
  • Resistenza all’ossidazione: non irrancidisce facilmente, allungando la shelf-life (durata) dei prodotti.
  • Costo contenuto: la resa per ettaro delle piantagioni di palma è molto superiore a quella di girasole o colza.

Dove si trova l’olio di palma?

Nonostante molti brand abbiano scelto di rimuoverlo (esponendo il claim “senza olio di palma”), questo ingrediente è ancora presente in una vasta gamma di prodotti. Le categorie principali includono:

  • Prodotti da forno: biscotti, merendine, fette biscottate e crostatine industriali.
  • Snack salati: patatine in busta, cracker e grissini.
  • Creme spalmabili: la classica crema alle nocciole e cacao lo utilizza per garantire la spalmabilità.
  • Cibi pronti: piatti surgelati, dadi da brodo e zuppe istantanee.
  • Cosmesi e igiene: saponi, shampoo e creme (spesso indicato con nomi tecnici come Sodium Laureth Sulfate o Palmitic Acid).

Perché l’olio di palma fa male alla salute?

Il dibattito scientifico si concentra principalmente su due fronti: il profilo lipidico e i contaminanti da raffinazione.

Alto contenuto di grassi saturi

L’olio di palma contiene circa il 50% di grassi saturi (principalmente acido palmitico). Un consumo eccessivo di questi grassi è correlato all’aumento del colesterolo LDL (quello “cattivo”), che rappresenta un fattore di rischio per malattie cardiovascolari, aterosclerosi e infarto.

Contaminanti da processo (GE e MCPD)

Il rischio maggiore non deriva dal frutto in sé, ma dal processo di raffinazione ad alte temperature (sopra i 200°C). Questo trattamento può generare sostanze tossiche come gli esteri glicidici degli acidi grassi (GE) e i 3-MCPD, che l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha classificato come potenzialmente cancerogeni e genotossici.

L’impatto ambientale e la sostenibilità

Oltre alla salute, l’olio di palma è sotto accusa per la deforestazione massiccia in Indonesia e Malesia. La conversione delle foreste tropicali in monoculture causa la perdita di biodiversità (minacciando specie come gli oranghi) e il rilascio di grandi quantità di CO2.

Se decidi di acquistare prodotti che lo contengono, cerca la certificazione RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil), che garantisce standard minimi di sostenibilità ambientale e sociale.

Consigli per una spesa consapevole

  1. Leggi l’etichetta: per legge i produttori devono specificare il tipo di grasso vegetale usato. Cerca la dicitura “olio di palma” o “grasso di palma”.
  2. Monitora i grassi saturi: non guardare solo la presenza dell’olio, ma la quantità totale di grassi saturi nella tabella nutrizionale.
  3. Varia l’alimentazione: il segreto non è la demonizzazione del singolo ingrediente, ma l’equilibrio. Prediligi prodotti che utilizzano olio extravergine d’oliva o oli di semi spremuti a freddo.