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Caramelle, bastoncini, pasticche e rotelle: la liquirizia può essere gustata nei modi e nelle forme più svariate, un sollievo sicuro in caso di tosse e di infiammazioni della gola, oltre alla cura dei disturbi dello stomaco e delle ulcere. Questa pianta presenta però anche dei difetti per quel che concerne il suo consumo. Soprattutto tra i più piccoli, infatti, mangiarne troppa può provocare crisi convulsive e aumenti pericolosi della pressione del sangue, come confermato di recente dalla rivista Pediatric Neurology. Bisogna davvero aver paura?

Il consumo eccessivo
Non si deve certo demonizzare un alimento come questo, i numeri che possono influire negativamente sulla salute dei più piccoli sono presto detti: in base alla ricostruzione di alcuni neurologi del Dipartimento di Emergenza Pediatrica dell’Ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna, un bambino è finito al pronto soccorso e gli è stata riscontrata la sindrome da encefalopatia posteriore reversibile, una crisi convulsiva accompagnata da pressione molto alta. In seguito a un controllo successivo, si è scoperto che il piccolo era abituato a mangiare 20 caramelle di liquirizia ogni giorno da alcuni mesi.

La pressione sanguigna
Un’abitudine del genere va evitata e nelle confezioni di liquirizia andrebbero indicate anche le dosi massime giornaliere consigliate. La pressione sanguigna tende ad aumentare perché tante caramelle fanno schizzare verso l’alto il valore di un principio attivo, l’acido glicirrizico. Interrompendo il consumo, il bambino è subito migliorato non ha più avuto bisogno di farmaci. Come ci si deve comportare allora?

Accorgimenti utili
L’assunzione della liquirizia va limitata a piccole dosi, visto che ogni giorno è sufficiente fermarsi a 0,5 grammi di glicirrizina. In caso contrario si rischia di alterare l’equilibrio dei sali minerali e di causare ritenzione idrica e mal di testa. In caso di persone affette da diabete, inoltre, il consumo andrebbe assolutamente evitato (il potere dolcificante è di gran lunga superiore a quello dello zucchero), senza dimenticare che anche la gravidanza e la sindrome premestruale non si conciliano bene con questa abitudine alimentare. La liquirizia è comunque molto sfruttata anche nella preparazione di piatti salati, in particolare quelli a base di frutti di mare, oltre ai liquori tipici del Mediterraneo. Ogni 100 grammi equivalgono a 20 calorie.