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Se avete sempre pensato che il profumo del cibo stimolasse l’acquolina in bocca e facesse venire ancora più fame, sappiate che vi sbagliate di grosso. Un recente studio condotto dai ricercatori del Food and Biobased Research Institute ha smentito quella che potrebbe essere considerata come una “leggenda metropolitana”. Per dimostrare la loro tesi i ricercatori hanno offerto ai volontari coinvolti nello studio cinque budini alla vaniglia ciascuno con un’intensità di profumo diversa. Lo studio ha sorprendentemente dimostrato come nel momento in cui si aumentava l’aroma del dessert, le porzioni venivano ridotte fino a un concreto 10%.

Insomma, maggiore è il profumo del cibo, minore sarebbe il desiderio di mangiare. Si tratta in effetti di un meccanismo piuttosto strano, quasi anomalo, del nostro cervello che i ricercatori non sono ancora riusciti a spiegare con esattezza, ma che probabilmente può essere spiegato con il fatto che il semplice profumo va in qualche modo a creare una soddisfazione per il palato. Buone notizie a quanto pare per tutti coloro che si sentono irresistibilmente attratti dai profumi della cucina (non senza sensi si colpa) e che forse da questo momento in poi cominceranno a pensare in modo diverso credendo di essere sufficientemente soddisfatti dagli odori. E magari riducendo le porzioni di cibo con innegabile vantaggio anche per la linea.