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Chi immagina la viticoltura legata ancora alle tradizioni e alle conoscenze dell’agricoltore, l’unico che sa quali sono le piante che producono i migliori grappoli d’uva, è rimasto indietro nel tempo. L’esperienza di chi cura e conosce la vigna è senza dubbio fondamentale, ma le stesse informazioni vengono fornite in modo ancora più dettagliato da droni, satelliti e rilevamenti sul campo.

È una vera e propria rivoluzione agricola quella del XXI secolo, visto che il settore è sempre più caratterizzato da strumenti precisi che indicano il quantitativo esatto di fertilizzanti da usare e che suggeriscono al viticoltore il momento perfetto per la vendemmia. Uno dei programmi più interessanti da questo punto di vista è quello pensato e introdotto da Telespazio.

Si tratta della joint venture tra Finmeccanica (spa che detiene la quota di maggioranza, il 67% per la precisione) e Thales (il restante 33%), oltre che uno dei più importanti operatori internazionali per quel che riguarda i servizi satellitari. Il programma è stato lanciato nella zona di Bordeaux, in Francia, e prevede l’uso di rivelamenti tramite satellite e di droni che forniscono informazioni preziose sui vigneti.

Alcuni di questi vigneti sono stati mappati e quindi l’azienda ha a disposizione un database costantemente aggiornato sulle condizioni del suolo e sulle piante. Queste ultime vengono “visitate” e si possono avere molti dettagli sullo stato di salute, quindi è possibile intervenire con fertilizzanti o acqua quando ce n’è bisogno. L’obiettivo è anche quello di inquinare meno di quanto fatto finora e di sfruttare un’agricoltura realmente green.

Come si procede nello specifico? Il vigneto viene analizzato in ogni suo aspetto e si cerca di capire quanto sia consistente la vigna. I dati servono a indicare quanto è matura l’uva, la sua acidità e molto altro. Gli agricoltori possono decidere di conseguenza e avviare la raccolta nelle zone e nei filari in cui la maturazione viene giudicata migliore. Tutte le informazioni sono automatiche e molto precise. Tra l’altro, i droni e i satelliti non vengono “disturbati” da piogge e meteo avverso: ogni necessità e stagione sono coperte, si tratta dei primi passi compiuti dall’agricoltura di precisione, nei prossimi anni ci si attende sviluppi ulteriori e ancora più ambiziosi.