Meno cibo nella confezione allo stesso prezzo? Da oggi scatta l’obbligo del cartello al supermercato: ecco cosa cambia per la tua spesa

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Scaffale di un supermercato italiano con pacchi di pasta e un cartello arancione di segnalazione per la shrinkflation

Se hai notato che il pacco di pasta scotta prima perché è diminuito di peso, o che la tua marca di biscotti preferita preferisce “restringersi” pur di non abbassare il prezzo, da questa mattina avrai un prezioso alleato dalla tua parte. Oggi, 15 luglio 2026, entrano ufficialmente in vigore in tutta Italia le nuove misure contro la shrinkflation, quel fenomeno comunemente ribattezzato sgrammatura dei prodotti alimentari.

Da oggi i supermercati e i negozi della grande distribuzione avranno l’obbligo di inserire appositi cartelli informativi sui prezzi e sugli scaffali per avvisare i consumatori di ogni singola riduzione di peso o volume. Scopriamo come cambia la nostra spesa quotidiana e come difendere il portafoglio mentre scegliamo gli ingredienti per le nostre ricette.

Cos’è la shrinkflation e perché colpisce la nostra spesa

La parola shrinkflation nasce dall’unione del verbo inglese to shrink (restringere) e inflation (inflazione). Si tratta di una strategia commerciale purtroppo molto diffusa: le aziende riducono la quantità netta di un prodotto all’interno della confezione (ad esempio, portando un pacco di caffè da 250 a 220 grammi), mantenendo però invariato il prezzo di vendita o addirittura aumentandolo.

Fino a ieri, accorgersi di questo trucco richiedeva un occhio clinico e un controllo minuzioso del prezzo al chilo. Da stamattina, invece, la trasparenza diventa un diritto garantito dal Codice del consumo grazie al DDL Concorrenza. I produttori alimentari sono ora obbligati a comunicare tempestivamente ai distributori ogni variazione al ribasso delle confezioni.

Come funzionano i nuovi cartelli anti-sgrammatura al supermercato

La vera rivoluzione per chi fa la spesa si vedrà direttamente tra le corsie del supermercato e sui siti di e-commerce alimentare. Il compito di avvisare i clienti spetta ai negozianti e ai distributori, che dovranno esporre dei chiari avvisi al punto vendita.

Questi cartelli dovranno essere posizionati in modo ben visibile e dovranno rimanere esposti per un periodo di tre mesi a partire dal momento in cui il prodotto “sgrammato” viene messo in commercio nella sua nuova veste ridotta. Questo significa che se la tua marca di passata di pomodoro decide di tagliare 50 grammi dalla bottiglia, il supermercato te lo dovrà dire chiaramente sul cartellino per ben 90 giorni.

Ci sono però delle eccezioni alla norma. L’obbligo di segnalazione non si applica se la riduzione della quantità è dovuta a una riformulazione del prodotto che ne aumenta la resa o l’efficacia d’uso, lasciando intatto il valore complessivo per chi lo consuma.

Il lungo cammino della legge e il ruolo dei consumatori

L’introduzione di questa norma anti-shrinkflation non è stata priva di ostacoli. Inizialmente approvata a fine 2024 con partenza fissata per la primavera del 2025, la legge prevedeva una dicitura obbligatoria di sei mesi direttamente sulla confezione. Quella formula è stata però bocciata dalla Commissione Europea poiché considerata “sproporzionata” e penalizzante per il mercato unico. Il Governo italiano ha quindi ripiegato sull’obbligo dei cartelli informativi nei supermercati, una soluzione che finalmente oggi vede la luce.

Per noi appassionati di cucina e spesa intelligente, questa legge è un passo avanti fondamentale per non subire rincari mascherati.

Domande Frequenti sulla nuova legge anti-shrinkflation

Cosa rischia chi non espone i cartelli della shrinkflation?

I supermercati e i siti di e-commerce che non adempiono all’obbligo di informare i consumatori per tre mesi sulle riduzioni di peso rischiano sanzioni severe secondo quanto previsto dal Codice del consumo per le pratiche commerciali scorrette.

La legge vale anche per i discount e i piccoli negozi di alimentari?

Sì, l’obbligo di segnalare i prodotti sgrammati si applica a tutti i rivenditori, inclusi i supermercati della grande distribuzione, i discount, i negozi di prossimità e le piattaforme di e-commerce che vendono sul territorio italiano.

Come posso accorgermi della shrinkflation se non c’è il cartello?

Il metodo più efficace rimane quello di controllare sempre il prezzo al chilogrammo o al litro riportato in piccolo sui cartellini degli scaffali, confrontandolo con quello dei prodotti simili.