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Si può immaginare una vigna in una metropoli affollata e caotica come New York? La risposta è affermativa se si approfondisce il progetto di Devin Shomaker, produttore vinicolo che ha deciso di dedicare la propria carriera proprio al vino e che ha voluto trovare a tutti i costi una soluzione che fosse in grado di unire questa passione e la Grande Mela. “Rooftop Reds”, questo il nome ufficiale del progetto, prevede appunto di sviluppare una vigna sui tetti della città americana.

Non si tratta di un sogno impossibile, ma del risultato di due anni intensi di lavoro, tanto che la Public Design Commission newyorkese ha deciso di riunirsi per esaminare e votare il piano. La vigna di cui si sta parlando sarà impiantata sul tetto di un palazzo di Brooklyn, mentre il contratto di affitto verrà sottoscritto e gestito da una organizzazione attiva nel no-profit, la Brooklyn Navy Yard Development Corporation.

Shomaker ha intenzione in questo modo di avviare una attività redditizia e di migliorare le proprie competenze nel settore della viticoltura. L’obiettivo principale, da raggiungere nel giro di alcuni anni, è quello di espandere il più possibile il business, coinvolgendo altri tetti della zona, per poi far diventare New York sempre più “agricola”. Le stime sul primo raccolto della prima vigna parlano di 50-60 casse di vino, anche se finora si è molto prudenti con i calcoli.

Nel 2012 il produttore americano ha cominciato a seguire e approfondire un programma di due anni sulla tecnologia vitivinicola: il suo interesse per l’agricoltura urbana ha fatto tutto il resto, visto che poi sono state studiate le migliori tecniche per l’impianto di vigne sui tetti, nonostante sull’argomento non si sia scritto poi così tanto. Grazie anche all’aiuto del fratello, inoltre, ha avviato un progetto pilota nel 2013, il quale prevedeva l’impianto di cinquanta vigne per la produzione di Bordeaux.

Si sono così capite le potenzialità dell’iniziativa, in particolare la resistenza effettiva delle vigne all’inverno in assenza di una grande gestione. Una volta fugati i dubbi e intuito che il progetto potesse andare a buon fine, sono stati raccolti i fondi necessari per un sito temporaneo nel palazzo di Brooklyn, il punto di partenza dell’avventura che ora sembra pronta per ingranare.