Da diverso tempo a questa parte non si fa altro che parlare dell’olio di palma e dei pericoli ad esso collegati. Si tratta dell’olio vegetale che si ricava dall’Elaeis guineeensis, cioè la cosiddetta “palma da olio”. Le polemiche sono cominciate quando si è scoperto che provoca danni ambientali (le piantagioni distruggono le foreste e la biodiversità), etici (si sfrutta il lavoro degli schiavi) e alla salute. Quest’ultimo aspetto va approfondito con maggiore cura.

Il consumo di olio di palma
L’olio di palma è presente in cibi come biscotti, merendine, snack dolci e salati, ma non solo. Fino a qualche tempo fa si nascondeva dietro una indicazione vaga, quella di olio vegetale, mentre le etichette moderne devono essere necessariamente trasparenti e chiare. Non si può che parlare dell’olio vegetale più consumato di tutto il pianeta, ma in quali prodotti del supermercato si trova nello specifico?

In quali cibi si trova
La pizza è uno degli alimenti che lo contiene, sia quella surgelata che quella fresca: l’utilizzo dell’olio di palma è motivato dal fatto che evita all’impasto di incollarsi eccessivamente, oltre alla maggiore consistenza che conferisce all’aspetto. Lo stesso discorso vale per i gelati, resi più cremosi e gustosi proprio dall’olio di palma. È presente inoltre nella margarina (rimane solido anche a temperatura ambiente), nella cioccolata (l’aspetto lucido è una conseguenza dell’aggiunta di questo ingrediente) e persino nel pane in cassetta.

Le conseguenze sulla salute
In genere, gli olii ricavati dalle piante sono molto più benefici per la salute rispetto ai grassi animali, ma l’olio di palma rappresenta l’eccezione che conferma la regola. Anzitutto, ci sono troppi grassi: un cucchiaio di questo olio contiene 120 calorie e quasi 14 grammi di grassi, un quinto di quelli che un adulto dovrebbe assumere ogni giorno. C’è poi la questione dei grassi saturi, ben presenti nell’olio di palma (non possono superare i 16 grammi al giorno in una dieta bilanciata e quasi la metà si trovano nell’olio), senza dimenticare altre conseguenze negative.

Colesterolo e ipertensione
Con così tanti grassi il colesterolo non può che aumentare. I livelli tendono ad aumentare (da questo punto di vista è addirittura più nocivo del burro), dunque tendono a crescere anche le complicazioni cardiache di chi assume gli alimenti ricordati in precedenza. In più, l’ipertensione è un’altra conseguenza: la pressione sanguigna aumenta al consumo di cibi ricchi di olio di palma e vengono prodotti persino radicali liberi.

Scoprite quali sono gli altri cibi potenzialmente dannosi per la salute.