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La cicerchia è un legume della famiglia delle Fabacee, particolarmente diffusa in Asia, Africa orientale e limitatamente in Europa.
Viene definita coltura di assicurazione in quanto riesce a crescere anche in terreni tendenti alla siccità, fornendo un buon raccolto laddove altre colture non crescono.
In Italia ha avuto un forte sviluppo in regioni quali Lazio, Marche, Molise, Puglia e Umbria.
Ha un’origine antichissima e, soprattutto nei periodi di carestia, era l’unico sostentamento della popolazione grazie alla sua tenacia.

Nonostante, come legume, sia ricco di proprietà nutrizionali, ha dalla sua anche “una maledizione”. Uno dei componenti della cicerchia è una neurotossina definita Odap che, in abbondanza, causa problemi neurologici e paralisi. Ovviamente stiamo parlando di casi estremi (ad esempio durante le sopra citate carestie in cui la cicerchia era uno dei pochi alimenti disponibili); bisognerebbe insomma mangiarne 300 grammi ogni giorno per un tempo prolungato. Praticamente impossibile anche per il più incallito degli amanti della cicerchia.
Al giorno d’oggi, dopo un periodo di silenzio, questo legume è stato riscoperto e tante sono le ricette e le feste che lo vedono protagonista.

Come cucinare la cicerchia

La cicerchia ha bisogno di un lungo tempo di ammollo in acqua tiepida e salata; indicativamente servono 24-48 ore. Successivamente deve essere bollita per circa due ore.

La Cicerchia di Serra de Conti (AN), uno dei presidi Slow Food delle Marche è una di quelle tipologie che viene incontro alle donne moderne! Per quanto riguarda l’ammollo bastano 6 ore, mentre per la cottura richiede solo 40 minuti. Vi abbiamo spaventato ma ora un po’ di voglia di cucinarla vi è venuta vero?

Quindi quale modo migliore se non in avvolgenti zuppe? Dopo averla bollita preparate un soffritto base, o anche solo con della cipolla e dell’olio – se dell’Italia Centrale meglio – e fatela cuocere in un tegame con patate e pancetta. Una valida alternativa sono le vellutate, magari da abbinare a diversi semi o crostini.

 

Qualche curiosità sulla cicerchia…

Nelle Marche, nel periodo natalizio, viene preparato un dolce chiamato cicerchiata: è praticamente identico agli struffoli napoletani e le palline di frolla fritta vengono amalgamate con il miele e messe in cerchio come tanti piccoli chicchi di cicerchia.

Serra de Conti, l’ultima settimana di Novembre, dedica una vera e propria festa alla cicerchia con lo scopo di mantenere viva la memoria delle vecchie usanze e promuovendo i prodotti del territorio attraverso i piccoli produttori locali