-->

Aragoste e astici fanno bella mostra di loro nei ristoranti più eleganti e alla moda, ma si tratta dello stesso animale? In realtà, si sta parlando di due specie crostacei che fanno parte dello stesso ordine, quello dei Decapodi (sono tipiche le dieci zampe: sono ricompresi anche i gamberi e i granchi), ma la prima differenza che si riscontra è quella della famiglia di appartenenza. In effetti, l’astice appartiene a quella degli Astacidei, diversamente dalle aragoste che appartengono a quella dei Palinuri.

Le differenze tra i due crostacei
Se si mettono a confronto i due crostacei, ci si accorge immediatamente di una differenza piuttosto netta. L’aragosta è priva di chele, le quali sono invece ben visibili nell’astice. Ma non si tratta soltanto di questo, visto che esistono caratteristiche ben precise da rimarcare.

Le caratteristiche degli astici
Anzitutto, gli astici si trovano soprattutto nel Mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico. La lunghezza normale del crostaceo è compresa tra i 20 e i 60 centimetri, senza dimenticare le tredici paia di appendici di cui sono dotati. Le chele sono diverse, dato che ve ne sono di grandezza diversa (più piccole dopo il primo paio di arti). Inoltre, le antenne sono lunghe, sottili e dal tipico colore rosso. La carne è pregiata, con una polpa non molto diversa rispetto a quella dell’aragosta, anche se la qualità è decisamente inferiore a causa della durezza. In Italia, poi, si trovano astici in abbondanza nel Mar Adriatico.

Le caratteristiche delle aragoste
Come è stato già ricordato, l’assenza di chele è la prima differenza che salta agli occhi nel confronto con l’astice. Al loro posto ci sono invece dei peduncoli che concludono la lunghezza delle antenne: il colore maggiormente diffuso è il rosso, mentre tra le principali caratteristiche fisiche si possono citare i cinquanta centimetri di lunghezza e gli otto chilogrammi di peso. Il costo può essere superiore anche di tre volte rispetto a quello fissato per l’astice, chiara testimonianza del fatto che la carne è più pregiata. Proprio per questo motivo le aragoste rappresentano uno dei crostacei più ricercati e di grande interesse commerciale.

Come si mangiano
Non capita tutti i giorni di vedere servite aragoste o astici, comunque non si deve essere mai impreparati. L’aragosta può essere servita anche intera, ragione per cui non deve mancare una vaschetta per lavare le dita: forchetta e coltello, al contrario, ritornano utili nel caso del crostaceo spezzato in più parti. Per quel che riguarda l’astice, infine, c’è bisogno del cosiddetto rompi-chele (in alternativa uno schiaccianoci) e di una forchetta a due punte per estrarre la polpa.