-->

Simili soltanto all’apparenza: la piadina sembra avere molto in comune con la crescia urbinate (nota anche come crescia sfogliata), ma in realtà si tratta di due prodotti diversi, nonostante l’ispirazione sia stata probabilmente la stessa. A parte la provenienza geografica, esistono altri dettagli molto interessanti che possono aiutarci nella scelta e nella distinzione.

Le origini
La storia che è stata tramandata racconta di come la piadina romagnola sia nata come derivazione povera della crescia sfogliata: quest’ultima veniva infatti preparata con ingredienti “ricchi”, vale a dire le uova, lo strutto e il pepe, dunque si trattava di un cibo destinato soprattutto alle classi più agiate. Al contrario, la piadina era composta esclusivamente da acqua e farina e la sua diffusione era limitata alla popolazione povera. In tempi più moderni, invece, la crescia venne descritta in una rivista del 1924: se ne parlava come di una “pizza sfogliata” da cuocere dopo averla spalmata di strutto.

Gli ingredienti
Come vengono preparati oggi i due prodotti? La piadina è tipica dell’Emilia Romagna e vanta una ricetta popolare con molte varianti: gli ingredienti principali sono comunque sempre gli stessi, ovvero lo strutto, la farina, il sale, l’acqua e, eventualmente, il latte. Lo spessore può cambiare da città a città, ne esistono di molto sottili e di più alte. La crescia urbinate, come suggerisce il nome, è originaria delle Marche e include nella lista degli ingredienti il pepe nero, il quale conferisce un sapore più deciso. Non mancano neanche le uova, altro elemento che differenzia le due preparazioni. Lo strutto, inoltre, deve essere strofinato nell’impasto (in alternativa è possibile sfruttare il burro).

Farcitura
La crescia dà il meglio di sé quando viene scaldata su una padella antiaderente ben calda: l’olio non va aggiunto e si può considerare pronta per la degustazione quando comincia a prendere colore. Farciture ideali sono quelle a base di prosciutto crudo e formaggio, stracchino e rucola, ma anche pomodoro e mozzarella. Anche la graticola è consigliata, mentre sarebbe meglio evitare il microonde. Riguardo invece alla piadina, va scaldata su una piastra o una teglia antiaderente, avendo l’accortezza di girarla più volte: a tavola può diventare un’ottima alternativa al pane.