Esselunga e Ministero della Salute: richiamo pandoro Classico e Senza Glutine, verificare subito

Un richiamo Esselunga e Ministero della Salute riguardante pandoro classico mette in allerta i consumatori oggi 2 gennaio 2026: tutto su marca e lotti interessati.
Nei primissimi giorni di questo nuovo anno, consumatori e famiglie devono prestare particolare attenzione: il Ministero della Salute, in collaborazione con importanti catene come Esselunga, ha pubblicato oggi due avvisi ufficiali di richiamo riguardanti un celebre pandoro.
Negli ultimi anni, i richiami alimentari di prodotti da forno e dolci industriali si sono moltiplicati, a dimostrazione di quanto sia importante verificare sempre i lotti prima del consumo. Prodotti apparentemente sicuri possono nascondere rischi invisibili, come frammenti di materiale plastico o metallo che possono causare lesioni interne o rappresentare pericoli per bambini e persone anziane. In questo contesto, consultare le informazioni ufficiali del Ministero della Salute e dei siti delle catene di supermercati è fondamentale per tutelare la salute della famiglia e prevenire incidenti domestici.
Richiamo Esselunga e Ministero della Salute, tutto sui prodotti coinvolti
Il primo richiamo riguarda il Pandoro Classico a marchio Vergani, prodotto da Zero+4 Srl nello stabilimento di Via Lavoratori Autobianchi 1/15, Desio (MB). I lotti coinvolti sono vari, con TMC dal 8 aprile al 28 maggio 2026, confezioni da 600 grammi.

Il richiamo è stato motivato dalla presenza di corpi estranei dovuti a residui del rivestimento PTFE dello stampo di cottura. Il secondo avviso riguarda un lotto simile, venduto anche come Pandoro Classico Senza Glutine, sempre della stessa azienda e con identico rischio.

Esselunga ha provveduto a diffondere l’allerta precauzionale nei propri punti vendita per avvisare i consumatori. Le autorità sanitarie invitano a non consumare il prodotto e a restituirlo al punto vendita.
Rischi per la salute, cosa fare se hai consumato il pandoro coinvolto
La presenza di residui di PTFE rappresenta un rischio concreto: l’ingestione di frammenti può causare lesioni interne, ostruzioni e danni alla mucosa gastrica. I sintomi possono includere dolore addominale, nausea o sanguinamento interno in casi estremi. In particolare, bambini e anziani sono i soggetti più vulnerabili. Se il prodotto è già stato consumato, è consigliabile contattare subito un medico in caso di sintomi sospetti. La prevenzione rimane la strategia più efficace: controllare sempre il lotto e seguire le indicazioni ufficiali delle autorità. Per approfondimenti e aggiornamenti costanti, fonti affidabili come Ricette.com forniscono link diretti agli avvisi ministeriali e alle note delle catene di distribuzione.
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