Fare la spesa in Italia: dove si risparmia davvero (e dove no) secondo il Codacons

Fare la spesa in Italia, dove si risparmia e dove no: l’ultima indagine del Codacons svela una insospettabile verità.
Quando parliamo di cucina, trattiamo quasi sempre di ricette, ingredienti, idee per mangiare meglio. Ma c’è una domanda che arriva prima di tutte le altre e che nel 2026 pesa più che mai: quanto ci costa riempire oggi il carrello?
Guardando i dati più recenti del Codacons, una cosa è chiara: la differenza tra città può essere enorme, soprattutto quando si parla di spesa alimentare. Ti sembrerà strano, ma cucinare un piatto di spaghetti al pomodoro può costarti veramente caro e forse non lo sai neppure.
Fare la spesa in Italia, dove si risparmia davvero: la sorpresa in fondo alla lista
Milano resta Milano, anche davanti agli scaffali. Secondo l’indagine Codacons sui prezzi dei beni e servizi nelle principali città italiane, il capoluogo lombardo si conferma la città più cara in assoluto. Nulla di nuovo, ma se allarghiamo lo sguardo, è interessante capire dove e quanto si spende di più, soprattutto per il cibo.
Nel confronto generale sul costo della vita, Milano supera Napoli addirittura del 62,3%: un divario che si riflette anche sulla spesa quotidiana, quella fatta di frutta, verdura, pane, carne, pasta. Ingredienti normali, da cucina vera e che possono fare veramente la differenza.
Quando si guarda solo al cibo, cambia tutto
Ed è qui che, da chi scrive di cucina, trovo il dato più interessante: isolando la sola spesa alimentare infatti, il podio del risparmio cambia completamente.
Secondo il Codacons, la città dove fare la spesa costa meno è Catanzaro: per un paniere di 28 prodotti alimentari essenziali dall’ortofrutta alla carne, dal salmone alla pasta, bastano circa 165 euro. Subito dopo arrivano Napoli (168 euro) e Bari (172 euro). Il che significa che con la stessa lista della spesa, in alcune città si riesce a spendere quasi 60 euro in meno rispetto ad altre.
All’estremo opposto c’è Bolzano, dove per gli stessi prodotti servono in media 220 euro. Un terzo in più rispetto a Catanzaro: è un dato che fa riflettere, soprattutto se si cucina spesso e si compra cibo fresco con regolarità.
E poi ci sono le differenze “di dettaglio“, quelle che chi cucina nota subito:
- il panino al bar più economico è ad Ancona (2,67 euro), mentre a Milano si arriva a 5,64 euro;
- la carne bovina più cara si compra a Bologna;
- le zucchine più costose sono a Genova, con prezzi che superano i 4,60 euro al chilo.
Come risparmiare sulla spesa secondo questi dati
Da appassionata di cucina, questi dati mi dicono una cosa semplice: non esiste un solo modo di mangiare bene in Italia, perché non esiste un solo prezzo del cibo e la geografia conta, eccome. Chi vive in alcune città del Sud parte avvantaggiato sulla spesa alimentare, soprattutto se cucina spesso e compra ingredienti freschi. Al Nord invece, il costo più alto degli stessi alimenti incide direttamente sulle abitudini: meno freschi, più pianificazione, meno sprechi.
Chi vive al Nord, dove frutta e verdura fresche risultano mediamente più care, dovrebbe puntare a mio parere su tre leve fondamentali: stagionalità rigorosa, mercati rionali e riduzione delle quantità “di impulso”. I dati mostrano che prodotti come lattuga, zucchine e mele incidono molto di più sullo scontrino: comprarli solo nel pieno della stagione e scegliere pezzature irregolari o offerte del giorno fa una differenza reale a fine mese. Anche programmare la spesa settimanale, evitando acquisti frequenti e frammentati, aiuta a contenere i costi.
Al Sud invece, dove il prezzo medio di frutta e verdura è più basso, il vantaggio va sfruttato in modo intelligente. Qui il rischio non è tanto il costo, quanto lo spreco. Con prezzi più accessibili, si tende a comprare di più, ma i dati suggeriscono che conviene investire su prodotti freschi da usare spesso in cucina, riducendo quelli trasformati o pronti, che pesano di più sullo scontrino senza migliorare la qualità dell’alimentazione. Il mio consiglio è valorizzare il fresco locale, fare scorte intelligenti di prodotti base come patate, cipolle e agrumi e costruire la cucina quotidiana attorno a ciò che costa meno.
In entrambi i casi, i numeri lo dimostrano: la vera economia non è rinunciare, ma scegliere meglio. E questo, in cucina, resta il trucco più efficace di tutti.
Per approfondire: clicca qui per scaricare i dati completi dell’indagine del Codacons
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