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Se non è tra i dolci più golosi della cucina indiana poco ci manca: il kulfi è molto simile a un gelato, ma ha un sapore tipicamente speziato e tanti sapori che si mescolano in un unico risultato finale. È molto popolare anche in altri paesi asiatici, come ad esempio Nepal, Pakistan, Bangladesh e Myanmar (quella che fino a poco tempo fa era chiamata Birmania) e ha una storia e una preparazione che vale la pena conoscere.

Un po’ di storia
Questo dolce indiano ha cominciato a svilupparsi nel periodo storico in cui dominava l’impero Moghul, più precisamente tra il ‘500 e il ‘700 (si tratta della principale dinastia imperiale nel corso della dominazione islamica dell’India). Nelle cucine reali si preparava il kulfi utilizzando il ghiaccio ricavato direttamente dall’Himalaya. Il tutto è documentato in un dettagliato rapporto dell’imperatore Akbar.

La preparazione
Oggi il kulfi viene venduto principalmente, ma non solo, come street food. Gli ingredienti essenziali per ottenere un ottimo dessert sono il latte condensato, lo zucchero, la panna fresca, lo zafferano, la noce moscata e i pistacchi. In realtà si possono preparare anche altre varianti gustose, come ad esempio quella che prevede l’aggiunta del cardamomo. Il procedimento da seguire è semplice: bisogna infatti far bollire il latte con la panna e aggiungere lo zucchero. Dopo aver mescolato per una decina di minuti, si aggiungono pistacchi, zafferano e noce moscata, mescolando sempre con cura. Il composto deve essere denso prima di essere tolto dal fuoco e a questo punto si può versare in alcuni stampi: questi ultimi vanno tenuti nel freezer, fino al congelamento.

Consigli e curiosità
Tra i consigli principali per non sbagliare nulla c’è quello di tirar fuori gli stampi col composto dal freezer dopo circa mezz’ora, mescolare il kulfi con un cucchiaino e impedire dunque che si formino bolle d’aria. L’accompagnamento ideale, poi, è rappresentato dai pistacchi sbriciolati, ma ci si può sbizzarrire con la fantasia. Tra l’altro, la noce moscata può anche non essere usata (nel caso il sapore non fosse gradito), il risultato sarà sempre ottimo. Una valida alternativa alla panna è il latte non pastorizzato, senza dimenticare i gusti che vanno per la maggiore, in particolare il mango, la vaniglia, il tamarindo, l’avocado e la mandorla.