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Molto probabilmente conosciamo la torta sbrisolona mantovana, così chiamata perché nata nella città di Mantova e qui considerata come una delle torte più tipiche della città. Ma la sbrisolona è una torta che si è diffusa nel corso del tempo anche nelle regioni del Veneto e del Friuli, dove viene preparata e proposta nelle pasticcerie in ogni periodo dell’anno.

La torta sbrisolona è un dolce molto speciale, in quanto vanta un impasto che tende letteralmente a sbriciolarsi (da qui il nome sbrisolona!). Un tempo veniva chiamato ‘il dolce delle tre tazze‘, perché la ricetta originale prevede di impiegare una tazza di zucchero, una di farina bianca e una di farina gialla. A questi ingredienti di base vengono aggiunte le uova, il burro e i limoni, nonché un pizzico di sale.

La torta sbrisolona è da sempre considerata un dolce rustico e povero nelle sue origini, anche se i Gonzaga nel corso della storia lo resero più nobile aggiungendo aromi come le spezie e le buone mandorle, che sono oggi entrate a far parte della ricetta completa.

In tutte le regioni citate, la torta sbrisolona viene preparata con la farina gialla, che contribuisce a generare un impasto che si sbriciola e che non può mai essere tagliato con il coltello. Per questo motivo, la torta sbrisolona rappresenta un momento di convivialità, perché viene spezzata con le mani e mangiata in allegria dai commensali.

In Friuli e in Veneto è consuetudine bagnare la superficie della torta sbrisolona con un po’ di grappa bianca. La ragione va ricercata nello sposalizio dei sapori, perché la grappa ben si lega con gli ingredienti e anche con il sapore dolce/amaro delle mandorle, ma anche perché rende l’impasto più morbido e quindi più amabile da gustare.