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Un aspetto apparentemente simile, lo stesso marchio di tutela giuridica e caratteristiche nutrizionali non troppo diverse: sono in molti a confondere il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano, ma in realtà si tratta di due formaggi pieni di differenze e al momento dell’acquisto non ci si può limitare al pensiero “uno vale l’altro”. Luogo di provenienza a parte (il Grana viene lavorato nell’intera Pianura Padana, mentre il Parmigiano dalla provincia di Bologna fino a quella di Mantova), ecco come riconoscere due delle punte di eccellenza del nostro settore agroalimentare.

Alimentazione degli animali
Non si può che partire dai foraggi. Le mucche sono nutrite in entrambi i casi con foraggi verdi, fieno di prato e mangimi secchi, ma per ottenere il Grana si sfruttano anche gli insilati, i foraggi ricavati dalla pianta dei cereali trinciata e stoccata (per impedire la formazione di microrganismi si usano dunque dei conservanti, i quali sono invece assolutamente vietati nel caso del Parmigiano).

Lavorazione del formaggio
Al supermercato si può notare una differenza di prezzo: il Parmigiano costa di più rispetto al Grana a causa della sua lavorazione artigianale, visto che viene estratto a mano. Per il Grana si preferiscono invece le tecniche automatizzate e i macchinari. Tra l’altro, il Parmigiano viene lavorato soltanto una volta al giorno utilizzando il latte parzialmente scremato (munto la sera prima) e mescolandolo con quello intero della mattina. Per quel che riguarda il Grana, al contrario, si preferisce il latte crudo.

Stagionatura
Il sapore non ha grandi differenze e per un normale consumatore è praticamente impossibile distinguere uno dall’altro: ciò nonostante, la tipica stagionatura del Parmigiano Reggiano è di almeno dodici mesi e al massimo trenta. Per il Grana Padano, invece, è consentita una stagionatura minima di nove mesi.

Etichettatura
Le differenze si possono trovare anche in relazione alle etichette. Il Parmigiano non ne ha alcun bisogno e il motivo è semplice: i suoi unici ingredienti sono il latte, il sale e il caglio, dunque non si deve informare il consumatore. L’etichettatura del Grana è obbligatoria per legge, a causa del conservante utilizzato per neutralizzare i microrganismi. Leggendo l’etichetta del prodotto si potrà notare infatti una sigla, E1105, cioè proprio quella che identifica la sostanza.

Riconoscimenti
Oltre le differenze, i due formaggi sono accomunati dal fatto di essere entrambi tutelati dal marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta), il che vuol dire che l’intera fase produttiva viene regolamentata e legata al territorio d’origine.