Distanze e altezze delle prese elettriche in cucina: cosa dice la legge oggi e cosa rischi legalmente

Prese elettriche in cucina fuori norma? Scopri subito i rischi legali e assicurativi e come mettere la tua cucina in sicurezza.
Quando si parla di cucina, pochi pensano alle prese elettriche come a elementi regolati da una legge. In realtà la progettazione dell’impianto elettrico in casa deve rispettare il DM 37/08 e la norma tecnica CEI 64-8 che danno indicazioni precise su punti presa, circuiti dedicati e protezioni. In cucina questo è particolarmente importante perché si usano elettrodomestici ad alto assorbimento, c’è acqua e vapore e si lavora con utensili elettrici ogni giorno. Le prese non sono quindi “libere di andare dove vuoi” come nella fantasia di chi arreda la cucina, ma devono avere una collocazione ben precisa.
Dove vanno collocate davvero le prese elettriche in cucina
Secondo la pratica impiantistica, le prese dedicate al piano di lavoro vanno posizionate circa a 110-120 centimetri da terra, con una distanza di sicurezza di almeno 60 centimetri da lavello e fornelli per ridurre rischio di schizzi d’acqua o calore diretto sui contatti elettrici. Questo non è un suggerimento estetico: serve a limitare pericoli reali come corto circuiti causati da acqua o grasso, degrado dell’isolamento per calore prolungato o stress continuo su contatti non protetti.
Distanze e posizioni: come si traducono nella vita reale
Nella vita di tutti i giorni, la distanza dalle fonti di rischio si traduce in scelte concrete: se metti una presa dietro la moka o il frullatore a pochi centimetri dal piano cottura rischi che calore, vapore e schizzi di olio o acqua entrino nei contatti. Se la metti accanto al lavello senza protezioni, anche uno spruzzo mentre lavi i piatti può esporre l’impianto a corto circuito.
La prassi comune di progettazione consiglia:
- Prese per piccoli elettrodomestici (macchina del caffè, frullatore, robot da cucina) posizionate sopra il top di lavoro, lontano da lavello e fornelli.
- Prese per elettrodomestici fissi (frigo, forno, lavastoviglie) dietro gli apparecchi, a quote più basse e su linee dedicate.
- Prese non vanno montate direttamente sopra ai fornelli, perché il calore può degradare materiali e isolanti più rapidamente di quanto si pensi.

Non è un vezzo da designer d’interni, è pratica comune per chi progetta impianti: così si prevedono percorsi degli apparecchi senza prolunghe volanti o ciabatte sparse su un piano dove schizzi e umidità sono normali.
Cosa può succedere se ignori queste norme?
Ignorare queste regole può sembrare innocuo finché non succede qualcosa. Ecco cosa può accadere quando una presa è troppo vicina a liquidi o calore:
- Corto circuito improvviso: l’acqua che raggiunge i contatti può causare scatti di salvavita o guasti permanenti.
- Degrado accelerato dell’isolamento: il calore costante dei fornelli può compromettere l’isolante dei cavi e delle prese nel tempo, aumentando il rischio di guasti anche lontano dalla fonte di calore.
- Rischio incendio: un circuito degradato o un collegamento non adeguato può portare a surriscaldamento dei componenti.
- Problemi in fase di controllo o vendita dell’immobile: un impianto non conforme può essere motivo di richiesta di adeguamento da parte di tecnici o periti.
Per questo il posizionamento delle prese non è un dettaglio opzionale di estetica o layout: è parte integrante della sicurezza funzionale della cucina. Rispetto delle distanze, altezze corrette, linee dedicate e protezioni differenziali sono requisiti tecnici che tutelano l’utilizzo quotidiano dell’ambiente più usato della casa.
Cucine italiane non a norma: cosa rischi, conseguenze legali ed assicurative
Molti ignorano che una cucina con prese elettriche posizionate senza rispettare distanze, altezze e protezioni non è solo meno sicura: può avere conseguenze legali e assicurative. In una casa privata non ci sono multe immediate, ma in caso di corto circuito, incendio o folgorazione, la responsabilità civile ricade sul proprietario e l’assicurazione potrebbe rifiutare il rimborso.
Prima di vendere o affittare l’immobile, inoltre, è necessario ottenere il Certificato di Conformità dell’impianto elettrico (DM 37/08): se le prese non rispettano le norme CEI 64-8, il tecnico può rifiutare la certificazione, imponendo interventi correttivi. Nei locali pubblici o commerciali invece, ASL e Vigili del Fuoco possono effettuare controlli e applicare sanzioni dirette se l’impianto non è a norma. Insomma, progettare la cucina rispettando le distanze e le altezze indicate non è un dettaglio tecnico: è sicurezza, tutela legale e protezione economica per il futuro.
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