-->

Il principale problema che si pone quando viene offerto del caffè, ma non solo, è rappresentato dallo zucchero: chi preferisce tenersi alla larga dalle calorie di bustine e cucchiaini si affida ai dolcificanti, uno dei quali sta avendo sempre più successo. Si tratta della stevia, un edulcorante naturale che ha il pregio di “addolcire” meglio di quanto lo zucchero riesca a fare (oltre 300 volte). Si tratta di un additivo, anche se naturale, dunque il primo consiglio è quello di non esagerare con il consumo.

Notizie storiche
La stevia veniva utilizzata dagli indigeni Guaranì in Sudamerica: questo popolo era solito chiamare la pianta (Stevia Rebaudiana) “erba dolce” e la sfruttavano per rendere meno amari alcuni infusi. La prima descrizione in botanica fu curata dal paraguaiano Moises Santiago Bertoni, ma la vera e propria classificazione si deve a William Botting Hemsley: l’aggettivo Rebaudiana si riferisce al chimico Rebaudi, il quale ne studiò attentamente le sostanze edulcoranti.

La pianta della stevia
La pianta da cui si ricava il dolcificante viene coltivata in luoghi piuttosto freddi: i fiori sono piccoli e di colore bianco. L’aspetto ricorda le piante di basilico: le principali coltivazioni si trovano in Asia e nell’America Latina, mentre nel nostro paese il periodo migliore per farla fiorire è il mese di aprile, in particolare per le piogge. In realtà esistono ben 150 specie di stevia, ma solamente quella rebaudiana si caratterizza per le sue proprietà dolcificanti.

Consumo e proprietà
La stevia viene scelta per la sua origine vegetale: è un dolcificante naturale, a differenza dell’aspartame e della saccarina, e può vantare la totale assenza di calorie. Nei supermercati si trova tra i dolcificanti da tavola (la sigla che la identifica è E 960) e non è in alcun modo tossica. La stevia è commercializzata come polverina bianca (è un estratto disidratato), come concentrato liquido, come infuso e anche come compressa (probabilmente la forma più diffusa e pratica).

Consigli pratici
Come è già stato sottolineato, con questo dolcificante non bisogna esagerare. Le raccomandazioni sono dunque le stesse che si fanno per qualsiasi tipo di edulcorante: i bambini di età inferiore ai 36 mesi non dovrebbero consumare stevia, come anche le donne durante la gravidanza e nel periodo dell’allattamento. Il discorso non cambia per le persone adulte, comunque, invitate dagli esperti a moderare il consumo, in particolare quando si tratta di dolcificare le tazzine di caffè.