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Ultimamente sta spopolando anche fuori dal Giappone, tanto da diventare quasi un piatto di tendenza: parliamo del sushi, un piatto a base di riso e arricchito da altri ingredienti come pesce, alghe, vegetali o uova. Il ripieno del sushi può essere cotto, marinato o crudo, e può essere servito direttamente sul riso o posto accanto sistemato in piccoli rotoli di riso.

Attenzione però perché se il sushi è diventato un piatto gustoso e decisamente cool, è anche vero che potrebbe essere pericoloso per il cuore e per il cervello. A lanciare l’allarme è uno studio condotto dalla Rutgers University e dalla Robert Wood Johnson Medical School, recentemente pubblicato sul Journal of Risk Research, e che ha messo in evidenza i pericolosi livelli di metilmercurio rilevati nel pesce che viene utilizzato per preparare il sushi. Sotto accusa finisce in particolare il tonno, pesce d’elezione per la preparazione del sushi, che risulterebbe eccessivamente contaminato di metilmercurio, un metallo tossico responsabile del declino cognitivo, ma anche di malattie cardiovascolari.

Gli alti livelli di metilmercurio tra l’altro andrebbero ad alterare anche gli acidi grassi essenziali omega-3, presenti nel tonno ed estremamente utili per proprio per contrastare le malattie cardiache, l’ipertensione o l’ictus. La buona notizia però c’è: per ridurre il rischio è consigliabile evitare il sushi preparato con il tonno e preferire il sushi preparato con anguilla, granchio o salmone che quanto meno garantiscono livelli più bassi di metilmercurio.