Con il termine “vino novello” si indica il primo vino prodotto nel corso della vendemmia ed è ottenuto attraverso un metodo di vinificazione differente da quello utilizzato per i vini destinati all’invecchiamento.

Il vino novello si ottiene tramite la macerazione carbonica che consiste nel disporre i grappoli interi dell’uva appena raccolta in un serbatoio ermetico, saturato con anidride carbonica. Le uve restano a macerare nell’anidride carbonica per un tempo variabile per consentire l’avvio della fermentazione alcolica degli zuccheri. La pigiatura viene effettuata solo in secondo momento per estrarre il succo che, poi, sarà fatto fermentare nuovamente, prima di essere immesso sul mercato con la dicitura di vino novello.

Alla macerazione carbonica sono dovute alcune delle principali caratteristiche del vino novello, come il colore rosso vivo e la freschezza. Rispetto al vino invecchiato, il novello viene fatto fermentare a temperature più basse e questo fa sì che si conservino intatte le caratteristiche organolettiche del vitigno utilizzato. Il vino novello è quasi privo di tannini e ha una gradazione alcolica relativamente bassa, che non supera gli 11 gradi.

Dal punto di vista della degustazione il vino nuovo presenta una corposità media e un gusto rotondo che lo rende adatto per accompagnare pietanze leggere, formaggi freschi, pesce e crostacei. Particolarmente indicato è l’abbinamento tra vino novello e i gamberoni in salsa verde.

Questa particolare tipologia di vino viene immesso sul mercato tra ottobre e novembre e va consumato entro sei mesi dalla produzione, altrimenti si rovina e perde gran parte delle sue proprietà organolettiche.

Essendo un vino tipicamente autunnale si abbina bene con pietanze a base di castagne, zucca e noci, ingredienti tipici di questo periodo dell’anno.

E’ il vino ideale per accompagnare un buon piatto di tagliatelle con pancetta, castagne e funghi porcini. Un primo piatto dal sapore e dai profumi tipicamente autunnali come anche dei soffici muffin salati alla zucca.