La nigella sativa è una spezia molto diffusa nella cucina indiana e mediorientale. E’ una pianta con origini antichissime appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae caratterizzata da infiorescenze bianche e azzurre. La parte commestibile è rappresentata dai semi piccoli e neri, presenti all’interno di un baccello.

La nigella sativa è conosciuta con molti nomi, tra cui i più comuni e diffusi sono cumino nero, grano nero, cipolla nera o sesamo nero. In realtà la nigella sativa non è correlata dal punto di vista botanico a nessuna di queste piante, e il nome cumino nero – che è quello più noto – altro non è che la traduzione del nome bengalese di questa spezia.

La nigella sativa ricorda molto nell’aroma la cipolla e presenta un gradevole retrogusto fruttato. La spezia si presenta sotto forma di piccoli semini neri che vengono usati prevalentemente interi, e non necessitano di essere tritati.

L’utilizzo di questa spezia è molto simile a quello del sesamo, i semi vengono utilizzati interi o al massimo schiacciati leggermente. Possono essere utilizzati per decorare prodotti da forno, uniti a impasti vari per conferire gusto e croccantezza, o, essere aggiunti alle ricette di secondi e contorni per conferirgli un gusto particolare e ricercato.

In cucina la nigella sativa trova numerosi utilizzi, è l’ideale ad esempio per dare un sapore più particolare ad un’insalata o a delle zuppe di verdura.

Il suo gusto fruttato la rende particolarmente adatta ad accompagnare il pesce, specie quelli sott’olio o affumicati come tonno, sgombri e salmone. E’ ottima anche nei piatti a base di frutti di mare. Per quanto riguarda la carne, si sposa bene con le carni bianche e in particolare con il pollo.

La nigella sativa, inoltre, spesso viene utilizzata durante la preparazione delle verdure sott’aceto, ma, il suo utilizzo più comune è come guarnizione per diverse tipologie di pane, grissini e biscotti salati. La nigella sativa è un ingredienti fondamentale per la preparazione dei Naan indiani.